Televisione

09 ottobre 2009 | 18:49

TV: LERNER A VELINE STRISCIA, RICCI PROSPERA SU AMBIGUITA’

TV: LERNER A VELINE STRISCIA, RICCI PROSPERA SU AMBIGUITA’
ROMA
(ANSA) – ROMA, 9 OTT – “Antonio Ricci, formidabile ideologo e finanziatore del berlusconismo, perpetua la versione televisiva dell’Italietta misogina e guardona in cui la donna deve apparire oca e sottomessa per la gioia dei potenti e delle masse. Accampa la scusa di fare il verso al giornalismo che strumentalizza il corpo della donna per vendere di più ma, lungi dal criticarlo, lo adopera a più non posso per confezionare i programmi più visti della tv italiana”: così Gad Lerner tramite il suo blog replica alle veline di Striscia la notizia, Costanza Caracciolo e Federica Nargi che ieri in un videomessaggio hanno a loro volta replicato al giornalista che durante ‘L’Infedelé aveva identificato nelle Veline lo stereotipo della volgarità  in televisione. “Se fossi un battutista come il vostro datore di lavoro Antonio Ricci me la caverei esultando: dopo 21 anni di silenzio (telepromozioni a parte) c’é voluta la denuncia dell’Infedele per dare finalmente la parola alle Veline! Ma non sarei sincero. Il vostro videomessaggio ammiccante, con le solite finte risate in sottofondo, mi ha messo tristezza”, scrive Lerner, per il quale Antonio Ricci “prospera da un quarto di secolo su questa ambiguità : si compiace quando lo incensano, e lo premiano, come autore di giornalismo controcorrente, alternativo, nemico del potere; per trincerarsi lesto dietro il paravento della satira e del varietà  quando dovrebbe giustificare l’uso furbesco e degradante che fa di voi”. “Noi non facciamo spogliarelli, dite – continua Lerner – E’ vero: per selezionarvi tra migliaia di aspiranti Veline, il vostro datore di lavoro richiede che vi presentiate davanti alle telecamere, in prima serata, già  spogliate. Altrimenti come farebbe a scegliervi? Poi naturalmente Antonio Ricci è il primo a ironizzare sul paese in cui la massima aspirazione delle giovani donne è diventare Velina. Ma che bravo rivoluzionario! Vi auguro tanta felicità ”, conclude.