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12 ottobre 2009 | 14:06

TELEKOM SERBIA: PRODI IN TRIBUNALE, CALUNNIATO IN MODO PESANTE

TELEKOM SERBIA: PRODI IN TRIBUNALE, CALUNNIATO IN MODO PESANTE
(AGI) – Roma, 12 ott. – “Non ho mai conosciuto Igor Marini ne’ mi sono mai interessato dell’affare Telekom Serbia”. L’accusa di essere indicato come uno dei destinatari di cospicue somme di denaro, come frutto di traffici illeciti, “e’ una pesante calunnia che e’ andata avanti nel tempo”. Lo ha detto Romano Prodi, sentito a Roma come persone offesa nel processo in tribunale contro Igor Marini, il presunto ‘supertestimone’ che cinque anni fa scaglio’ accuse pesantissime contro alcuni esponenti del centrosinistra sostenendo che avessero intascato tangenti per il caso Telekom Serbia. Prodi, all’epoca premier, ha ricordato in aula “la marea di attacchi subiti, con notizie presenti tutti i giorni sui quotidiani” con “un danno rilevante per il governo. Per come erano costruite queste notizie – ha detto l’ex presidente del consiglio -, ho pensato che chi ha agito in quel modo aveva delle motivazioni politiche”. Prodi ha strappato anche qualche sorriso tra i presenti in udienza quando ha ammesso che “Mortadella e’ un soprannome che mi porto dietro da tanto tempo, sono in molti a chiamarmi cosi’”. Tra le altre persone offese, citate dai pm, anche Giovanni Kessler, magistrato in aspettativa e all’epoca componente per il centrosinistra della Commissione bicamerale che indago’ su Telekom Serbia e Mario Trippanera, per quasi tutto il 2001, vicedirettore generale dello Ior. Anche loro due sono stati chiamati in causa da Marini con accuse ritenute dai magistrati fantasiose e prive di fondamento. Trippanera, in particolare, ha escluso che presso lo Ior ci fossero conti correnti intestati a “Mortadella, Ranocchia e Cicogna (rispettivamente Prodi, Dini e Fassino, ndr). Escludo – ha aggiunto – che Igor Marini avesse avuto rapporti con la Banca del Vaticano”. Per la prossima udienza (7 dicembre) saranno citati in aula, tra gli altri, Piero Fassino, la moglie di Dini e il figlio dell’avvocato Fabrizio Paoletti, imputato con Marini assieme ad un’altra decina di persone per reati che vanno, a vario titolo, dall’associazione per delinquere alla ricettazione, dalla truffa alla calunnia.