Editoria

13 ottobre 2009 | 11:00

TANGENTI: PM BARI CHIEDE GIUDIZIO PER FITTO E ANGELUCCI/A

TANGENTI: PM BARI CHIEDE GIUDIZIO PER FITTO E ANGELUCCI/ANSA
UDIENZA PRELIMINARE SU PRESUNTA TANGENTOPOLI NELLA SANITA’
BARI
(di Roberto Buonavoglia) (ANSA) – BARI, 12 OTT – Una presunta tangente e un illecito finanziamento ai partiti da 500.000 euro per favorire un appalto da 198 milioni, una presunta appropriazione di circa 190.000 euro dal fondo di rappresentanza del presidente della Regione Puglia da utilizzare durante la campagna elettorale del 2005 e poi altri reati come l’associazione per delinquere, la concussione, il falso e l’abuso d’ufficio. Per questi fatti la procura di Bari ha insistito oggi nel chiedere al gup Rosa Calia di Pinto il rinvio a giudizio per il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, per l’imprenditore ed editore romano Giampaolo Angelucci e per altre 76 persone. La richiesta è stata fatta al termine della discussione della pubblica accusa, durata quasi provocatoriamente un minuto, all’udienza preliminare del procedimento ‘La Fiorita’, che si concluderà  il 30 novembre, e nella quale è costituita parte civile la Regione Puglia. I fatti contestati dai pm Renato Nitti, Roberto Rossi e Lorenzo Nicastro fanno riferimento al periodo tra il 1999 e il 2005, quando Fitto era presidente della Regione Puglia e si prescriveranno quasi tutti nel 2012. In realtà  l’inchiesta è un maxi contenitore di reati compiuti nel settore sanitario che conta 163 faldoni, 90 imputati, tra cui 14 società , quasi tutte del gruppo Tosinvest di Angelucci. Tra gli imputati sette hanno chiesto il rito abbreviato, mentre per altri cinque, tra cui l’imprenditore campano Alfredo Romeo, la posizione è stata stralciata ed inviata per competenza alla procura di Roma. I reati di corruzione e di illecito finanziamento di 500.000 euro al partito di Fitto si contestano all’ex governatore della Puglia in concorso con l’editore Angelucci. Riguardano una presunta tangente di 500.000 euro pagata – secondo i pm – da Angelucci al movimento politico creato da Fitto per le regionali dell’aprile 2005, ‘La Puglia prima di tutto’. Il danaro fu elargito – sostiene la procura – per ottenere dalla giunta regionale pugliese, nel 2004, l’aggiudicazione dell’appalto settennale da 198 milioni di euro per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa). Per questi fatti Angelucci, il 20 giugno 2006, fu posto agli arresti domiciliari per alcuni giorni; per Fitto, essendo frattanto divenuto parlamentare di Forza Italia, la magistratura barese chiese alla Camera l’autorizzazione a procedere all’arresto, richiesta che fu negata dall’Aula di Montecitorio. Accuse insussistenti, le definisce il difensore di Fitto, l’on.Francesco Paolo Sisto (Pdl), secondo il quale “gli atti documentano l’assoluta infondatezza delle accuse, come la difesa dimostrerà  dinanzi allo stesso gup”. Riferendosi poi alle richieste fatte oggi dall’accusa, il difensore rileva che “da circa quattro anni sulle vicende giudiziarie dell’on.Fitto continuano ciclicamente ad essere date delle ‘non notizie’”. Il gup di Bari ha già  rinviato a giudizio Fitto il 3 febbraio scorso per un’altra vicenda. Il ministro, insieme con altre cinque persone, è infatti a processo per concorso in turbativa d’asta e per interesse privato del curatore negli atti del fallimento in