Televisione

14 ottobre 2009 | 17:08

DIGITALE: A FINE 2009 62% FAMIGLIE AVRA’ RICEVITORE

DIGITALE: A FINE 2009 62% FAMIGLIE AVRA’ RICEVITORE
(AGI) – Roma, 14 ott. – Al 31 dicembre 2009 il 62% delle famiglie italiane (36 milioni di individui) sara’ in possesso di un ricevitore Dtt e con gli switch off del 2010, che coinvolgeranno 10 milioni di famiglie pari al 38% della popolazione, l’Italia sara’ di fatto digitale. I dati sono stati forniti da Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi, al convegno promosso dal Dipartimento delle Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico e dal Comitato nazionale Italia Digitale: ‘Il superamento dell’analogico – I 90 giorni di switch off che coinvolgono il 30 per cento della popolazione’. Nel processo di digitalizzazione del sistema televisivo l’Italia – ha detto Ambrogetti – e’ al primo posto in Europa e sara’ il primo paese che convertira la propria capitale: “Roma prima di Londra, Parigi e Madrid, sara’ la prima capitale digitale d’Europa”. Quest’anno lo “switch off” riguarda cinque regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Lazio e Campania), 2085 comuni, 6,2 milioni di famiglie (15,9 milioni di individui), 279 emittenti e circa 6.170 impianti. Includendo la Sardegna, a fine 2009 circa il 30% della popolazione italiana (6,8 milioni di famiglie e 17,6 milioni di individui) sara’ ‘all digital’. Nello stesso periodo in Spagna saranno coinvolti 5,1 milioni di famiglie, in Gran Bretagna 4,8 milioni e in Francia circa 0,1 milioni. Per la tv digitale gli ascolti nelle cinque regioni dove e’ in corso il passaggio – ha fatto notare Ambrogetti – sono triplicati, con il superamento del ditale terrestre sul satellitare. “Nel 2001 – ha affermato Fedele Confalonieri, presidente Mediaset – tutti ne parlavano come di una ‘bufala’, un escamotage per salvare Retequattro dal passaggio sul satellite ed oggi ad 8 anni di distanza commentiamo dati meravigliosi”; il pluralismo – ha aggiunto – “ne esce rafforzato”. “Il pluralismo – ha spiegato e’ dentro di noi: se i giornalisti sono bravi fanno programmi pluralisti, se i tecnici hanno dentro di se’ l’idea di liberta’ fanno tv libere”. L’amministratore delegato di Telecom Italia, Franco Bernabe’ ha da parte sua ricordato l’investimento di 300 milioni per digitalizzare gli impianti e ha sottolineato la volonta’ di svolgere un ruolo importante come provider di infrastrutture e servizi nella tv digitale, un ruolo che rappresenta per la societa’ una “vocazione”. Bernabe’ ha poi fatto suo l’auspicio espresso da Confalonieri di una forte collaborazione tra operatori anche nella banda larga e ultralarga: “Noi mettiamo a disposizione di chi opera sulla piattaforma Iptv la struttura tecnologica che consenta di beneficiare dei servizi”. “Ho avuto ragione nel 2003 ad investire in Italia – ha detto infine Tarak Ben Ammar, presidente D-Free e a credere nel digitale terrestre”.