Editoria

15 ottobre 2009 | 9:27

Lodo Mondadori/ Con appello Fininvest nuovo round guerra Segrate

Lodo Mondadori/ Con appello Fininvest nuovo round guerra Segrate

Società  ha deciso di proporre istanza di sospensione sentenza

Milano, 14 ott. (Apcom) – Con l’ufficializzazione, avvenuta oggi, della decisione del Cda Fininvest di presentare appello contro la sentenza del Tribunale di Milano del 3 ottobre scorso, che ha condannato la società  a un maxi risarcimento nei confronti della Cir, si apre un nuovo capitolo della vicenda del Lodo Mondadori, l’ennesima battaglia della cosiddetta Guerra di Segrate per il controllo della casa editrice. La Fininvest ha annunciato anche istanza di sospensione dell`esecutività  della sentenza, che ha quantificato nella cifra record di 750 milioni di euro il danno patrimoniale per la Cir da “perdita di chance” di un giudizio imparziale.

Il braccio di ferro risale alla metà  degli anni Ottanta, quando Silvio Berlusconi, ancora non sceso in politica, comincia ad acquisire quote crescenti della Mondadori. Con l’acquisto, nel 1988, delle azioni di Leonardo Mondadori, la proprietà  resta in mano della Fininvest, degli eredi di Arnoldo Mondadori e della Cir di Carlo De Benedetti. Quest’ultimo stringe un accordo con gli eredi per acquistare le loro azioni entro il 30 gennaio 1991.
Ma nel novembre 1989 la famiglia cambia idea e si schiera con Berlusconi, che diventerà  presidente dell’azienda nel 1990. Nel 2007, con sentenza definitiva, la Corte d’Appello di Milano stabilisce che la sentenza emessa nel 1991 dal giudice Vittorio Metta del tribunale di Roma, che ribaltò un lodo arbitrale 1990 assegnando Mondadori alla holding di Berlusconi, era stata viziata da corruzione.

Ultimo capitolo pochi giorni fa, con le motivazioni della sentenza con cui il tribunale ha riconosciuto alla Cir il diritto al maxirisarcimento: il premier viene definito “corresponsabile della vicenda corruttiva” nella vicenda giudiziaria che assegnò la Mondadori alla Fininvest.