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16 ottobre 2009 | 15:54

LIRIO ABBATE/’L'ESPRESSO’

Palermitano, 40 anni, laureato in scienze politiche a Roma, dal 15 ottobre ha lasciato l’Ansa di Palermo dov’era caposervizio per diventare inviato dell’Espresso, di stanza a Roma. Inizia giovanissimo, nel 1990, al Giornale di Sicilia, prima con una borsa di studio, praticante e quindi redattore. Già  nel ’92 comincia a occuparsi di criminalità  organizzata, mafia e politica, seguendo i casi e i processi più importanti dell’epoca. Nel ’97 passa all’Ansa, cronista giudiziario, proseguendo sulla stessa linea. Diversi gli scoop giudiziari e le inchieste su Berlusconi e Dell’Utri, ma lavora anche su altri temi caldi come i problemi dell’immigrazione. L’11 aprile 2006 assiste e dà  per primo la notizia dell’arresto di Bernardo Provenzano dopo 43 anni di latitanza. Alla fine del 2006 è bersaglio di minacce della mafia e di piani per colpirlo, e da allora vive sotto scorta. L’ultimo episodio: la scoperta di un ordigno esplosivo nei pressi di casa sua. Numerosi i premi che gli sono stati assegnati, e due volte è stato ricevuto al Quirinale, prima da Ciampi per le inchieste sull’immigrazione, poi da Napolitano dopo le minacce dei boss. È stato corrispondente della Stampa dal ’98 al momento del passaggio all’Espresso. È autore del libro inchiesta ‘I complici’ con Peter Gomez, ha collaborato a programmi televisivi d’inchiesta come ‘Blu notte’ di Carlo Lucarelli, è stato autore e conduttore del programma tivù ‘Impronte di mafia’ su RaiSat Premium ideato da Carlo Freccero.

L’articolo è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 399 – ottobre 2009