Borsino dei direttori

16 ottobre 2009 | 17:00

da condirettore di ‘Marie Claire’ a direttore di ‘D-La Repubblica delle donne’

Due anni fa, quando era stata nominata vice direttore attualità  di Marie Claire, raccontando i vent’anni di lavoro in quel femminile aveva detto: “Mi è capitato di ricevere almeno un paio di proposte interessanti, ma alla fine ho sempre rifiutato perché stavo bene dov’ero, mi piace come si lavora in questo giornale”. Ora che ha accettato di andare a dirigere D-La Repubblica delle donne, dove si è insediata il 19 settembre, sostituendo Kicca Menoni, che cosa le ha fatto cambiare idea? “Almeno due cose”, spiega: “non ho mai lavorato in un settimanale e mi va di provarci. D è un femminile che parla un linguaggio simile a quello che ho usato finora: un’attualità  costruita non sul quotidiano, ma come un puzzle che mette insieme più informazioni per raccontare cosa si sta realmente muovendo nel mondo; e un’immagine forte e unificante delle diverse parti che compongono il giornale”.
Che un nuovo direttore dia la sua impronta al giornale di cui si occupa è nell’ordine delle cose, ma identità  e ingredienti del magazine di Repubblica vanno bene così, pensano al Gruppo Editoriale L’Espresso, perciò il mandato è d’innovare nella continuità : immagine alta; attualità  forte né femminile né maschile perché il giornale va in mano a lettrici e lettori di Repubblica; sguardo internazionale su società  e cultura; opinionisti di nome pescati nel bacino delle firme del quotidiano; spazio di rilievo per moda, bellezza, design.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 399, Ottobre 2009)