Comunicazione

19 ottobre 2009 | 17:57

PUBLIC CAMP: VENDOLA, NE’ PIFFERAI MAGICI, NE’ AFFABULATORI

PUBLIC CAMP: VENDOLA, NE’ PIFFERAI MAGICI, NE’ AFFABULATORI
(AGI) – Bari, 19 ott. -”Non si tratta di essere dei pifferai magici, non si tratta di essere degli affabulatori, si tratta di essere fornitori di strumenti che consentano l’ esercizio dei diritti”. Il presidente della della Regione Puglia, Nichi Vendola, lo ha detto partecipando alla prima giornata di PublicCamp 2009, Meeting dei comunicatori pubblici iniziato oggi a Bari ed in programma fino al 23. Il tema della comunicazione “non ha un carattere tecnico ma prevalentemente politico, perche’ le informazioni che vanno comunicate al cittadino servono affinche’ – ha affermato Vendola – il cittadino possa esercitare i propri diritti e le proprie prerogative di controllo sociale nei confronti dei poteri pubblici. Per questo il rischio c’e’ quando la comunicazione si trasforma in propaganda o addirittura come accade nei tempi piu’ recenti quando la comunicazione si trasforma in pubblcita’ e il cittadino viene considerato come un ricettore passivo di cio’ che i pubblici poteri vogliono che egli raccolga”. “E tutta la pubblica amministrazione che deve crescere, verticalmente e orizzontalmente. Verticalmente – ha spiegato ancora Vendola – significa che la Pubblica Amministrazione deve conoscere il diritto comunitario, bisogna saper leggere le decisioni che riguardano anche noi prese a Bruxelles, deve conoscere la rete internet, essere esperto di lingue. Deve crescere orizzontalmente nella capacita’ di osmosi nel rapporto con i cittadini”. Secondo Vendola, invece, il cittadino “deve poter esprimere sempre quel potere di discernimento, di vaglio critico, di conoscenza approfondita che una pubblica amministrazione puo’ mettere a disposizione soltanto se pare porte e finestre, se rende trasparenti meccanismi della procedura amministrativa, delle proprie decisioni, se costruisce le proprie decisioni in un rapporto continuo di comunicazione con i cittadini”. In fondo, “la Pubblica Amministrazione deve dare le risposte, il problema e’ che a volte non ascolta le domande e la comunicazione serve a fare in modo che ci sia una relazione tra le risposte e le domande. Quindi – ha concluso – bisogna innanzitutto costruire un’anagrafe delle domande e far interagire quotidianamente le domande dei cittadini”.