TLC

20 ottobre 2009 | 15:28

TELECOM: ASATI, INOPPORTUNO ANTICIPO RINNOVO PATTO PER TELCO

TELECOM: ASATI, INOPPORTUNO ANTICIPO RINNOVO PATTO PER TELCO
(AGI) – Roma, 20 ott. – La presenza in Telco di Telefonica “non e’ oggettivamente compatibile con una politica di rilancio di Telecom Italia” ed ogni ipotesi di cessione di asset del Gruppo va sottoposta all’assemblea degli azionisti. Ad insistere sull’uscita del socio spagnolo dall’azionariato di Telecom Italia e’ Franco Lombardi, presidente di Asati, l’associazione dei piccoli azionisti di Telecom, che giudica “inopportuna” l’ipotesi di anticipare il rinnovo del patto di sindacato di Telco per ulteriori 3 anni e pone dei ‘paletti’ a tentavi di dismissione di cespiti societari. “La collaborazione con Telefonica – spiega Asati un una lettera indirizzata agli azionisti del patto e alle istituzioni governative – non ha prodotto in maniera significativa le sinergie industriali inizialmente promesse.” Critiche anche sulle ipotesi di accelerare il rinnovo del patto Telco, tanto piu’ “se si considera la coincidenza temporale con l’altrettanto inopportuno avvio del processo di vendita di alcuni residui pregiati asset del Gruppo, in cui qualcuno potrebbe intravedere l’interesse potenziale diretto o indiretto di Telefonica in veste di competitor piuttosto che di socio, in evidente palese conflitto di interessi con gli altri soci Telco”. “In tale contesto – si interroga il presidente di Asati – ci si dovrebbe chiedere: a cosa serve rinnovare il patto Telco per altri 3 anni? ad indebolire ulteriormente la posizione di Telecom Italia quale player internazionale, specie nelle aree in cui piu’ forte e’ la presenza Telefonica? a vendere a Telefonica qualche altro asset di suo interesse, prima di consegnargli l’eventuale potenziale mercato nazionale?”. Asati torna quindi a chiedere al Governo “di consultare su questi temi i principali attori della politica industriale delle tlc” e “a Telco ed al top-management di Telecom Italia di non assumere decisioni cosi’ rilevanti sul futuro del Gruppo, senza considerare i potenziali danni per gli azionisti”. Per Lombardi, quindi, e’ “necessario che ogni proposta di vendita di qualsiasi partecipata del Gruppo sia sottoposta alla preventiva approvazione dell’assemblea degli azionisti, anche in considerazione del potenziale conflitto di interessi con Telefonica”. Da questo punto di vista, infine, Asati chiede alla Consob di “vigilare sulla corretta applicazione dei principi di corporate governance a difesa anche degli azionisti di minoranza”.