Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 ottobre 2009 | 17:30

Maurizio Totti – Il produttore cinematografico protagonista della scena televisiva

Il produttore cinematografico Maurizio Totti (Colorado Film), spara a zero contro il ministro dell’Innovazione Renato Brunetta e le sue recenti dichiarazioni contro il cinema italiano “parassitario e sprecone”. “L’intervento del ministro è stato offensivo e irritante”, afferma Totti, e aggiunge: “Trovo clamoroso che il ‘Corriere della Sera’ non abbia voluto pubblicare la lettera di Riccardo Tozzi, il presidente dei produttori dell’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), che rispondeva a Brunetta e che solo tre giorni dopo è stata ospitata dal ‘Messaggero’. Forse gli editori, che vivono pure loro dei sussidi pubblici, dovrebbero ricordare che il cinema ogni anno investe sui giornali 20 milioni di flani – senza contare le paginate di pubblicità  dei grandi film – e loro non ci danno neppure la possibilità  di replicare a un signore che ci offende”.
Ma perché c’è questo clima ostile? “Non c’è attenzione al nostro lavoro”, risponde Totti. “I giornali corrono dietro alla televisione, i politici di destra e di sinistra non si occupano del nostro settore perché il cinema non crea consenso e non porta voti. Il cinema fa cultura, stimola il pensiero, impone modelli di comportamento, crea turismo e dà  lavoro a un sacco di gente. Siamo gente che fa un mestiere vitale per il Paese e di cui vado orgoglioso. Lamento semmai la nostra incapacità  di comunicare la dignità  di quello che facciamo”.
Totti prende posizione anche sul Fus, il discusso fondo per lo spettacolo: “Sicuramente ci sono stati sperperi e il cinema stesso dovrà  mettere ordine. I finanziamenti a pioggia che raccoglie chi ha l’ombrello più largo non piacciono neppure a noi. L’Anica, a cui sono associato, sta lavorando per sostituire il Fus – che prevede investimenti pari a quello del minuscolo Portogallo – con meccanismi di detassazione e di incentivi fiscali. Io non ho mai usato i soldi pubblici per fare i miei film, ma i tagli del Fus sono un fatto drammatico per il settore in questa fase in cui le televisioni riducono i budget, Sky non rinnova il contratto col cinema, i dvd non si vendono e le sale stanno contraendo gli incassi. Senza retorica, qui si rischia di far morire il cinema italiano. Io non ci sto”.

La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 399 – ottobre 2009