Scelte del mese

21 ottobre 2009 | 10:34

Media industry – Social network molto soggetti alle mode

Il social networking è il media del futuro, il modo di comunicare prediletto dalle nuove generazioni, democratico e senza censure. Ma è anche una formula sulla quale investire senza troppi pensieri?
Ci piace da queste colonne cercare di sfatare i miti che nascono senza solide basi, soprattutto economiche, e non vi è dubbio che attorno al social networking ne siano nati molti.
Il social networking non è altro che la trasposizione digitale del passatempo preferito dalla maggioranza delle persone: interagire con i propri simili. Un tempo lo si faceva al bar, a cena, al telefono, oggi lo si fa anche usando lo strumento icona dei nostri tempi, Internet. Che si è dimostrato estremamente efficiente in questo senso poiché oltre a consentire di interagire in ogni momento con l’intero network di conoscenze, amici, colleghi o contatti di lavoro, permette anche, di fatto, di tenerlo ‘sotto controllo’. Sì, sotto controllo in ogni accezione il termine voglia essere inteso.
L’altro elemento fondamentale è che Internet consente anche di fare leva sulle reti degli amici per estendere la propria e per raggiungere potenzialmente un’audience via via più ampia.
In questo contesto abbiamo visto nascere social network di amici, professionali, su cellulare, in mondi virtuali e persino siti che propongono la possibilità , per ognuno di noi, di creare e far vivere il proprio social network ‘personale’. In molti casi la velocità  di penetrazione di alcuni di essi è impressionante: Facebook, fondato nel 2004, ha oggi 300 milioni di utenti, mentre Twitter, fondato nel 2006, ne ha già  ben oltre i 50 milioni con un tasso di crescita rispetto al 2008 di oltre il 1.000%. Ci siamo mai chiesti qual è la velocità  di disaffezione?

La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 399 – ottobre 2009