TLC

04 novembre 2009 | 19:58

Telecom/ Domani cda su conti, Fossati contesta piano dismissioni

Telecom/ Domani cda su conti, Fossati contesta piano dismissioni

Atteso annuncio su vendita Hansenet a Telefonica

Milano, 4 nov. (Apcom) – A una settimana dall’uscita dei Benetton da Telco, sarà  il piano di dismissioni, e in particolare la cessione della tedesca Hansenet, a tenere banco domani al consiglio di amministrazione di Telecom Italia, convocato per l’approvazione dei conti trimestrali.

Contro la vendita delle controllate estere fa sentire la sua voce la famiglia Fossati, azionista con il 5% del gruppo telefonico.
Findim, in una lettera inviata lunedì al presidente Gabriele Galateri e svelata oggi da alcuni quotidiani, critica le scelte strategiche della società , contestando la possibile uscita di scena dai mercati esteri e la politica di dismissioni, ora che si è in dirittura d’arrivo con la cessione di Hansenet a Telefonica.
“Le vendite delle controllate estere potrebbero aver senso esclusivamente a fronte di valorizzazione delle stesse con premi significativi che ne giustifichino il sacrificio”, scrive Fossati. Non è così per l’operatore tedesco, il cui valore, secondo Findim, non è inferiore a 1,5 miliardi, mentre le ultime indiscrezioni di stampa parlano di un accordo con gli spagnoli a un prezzo che oscilla intorno al miliardo. “L’eventuale cessione deve essere da voi consiglieri attentamente analizzata – scrivono i Fossati nella missiva, inviata per conoscenza a tutti i membri del cda – in quanto trattasi di delicata cessione a parte correlata”. Telefonica è infatti il primo azionista di Telco, la holding che controlla Telecom. Contro la vendita di Hansenet, che nel 2008 ha registrato vendite per 1,2 miliardi con oltre 2,3 milioni di clienti, è tornata anche oggi a fare sentire il suo no Asati, l’associazione che raccoglie i piccoli azionisti Telecom, raccomandando ai singoli consiglieri “la massima oggettività  nella delibera finale”, in vista della discussione di domani.

Nella sua lettera, Marco Fossati parla anche di Telecom Argentina che secondo l’Antitrust di Buenos Aires va venduta per evitare un monopolio nel settore nazionale delle tlc, vista la contemporanea presenza degli spagnoli in Telefonica Argentina e indirettamente in Telecom Argentina. “Ma la soluzione – scrive Findim – non può essere la totale cessione della partecipazione”.
La ricetta proposta dai Fossati si sostanzia quindi in due opzioni: la cessione di Tim Brasil, valutata a multipli non inferiori a 10 volte l’ebitda, o scelte “coraggiose” sulla rete che significherebbero lo scorporo per costruire, insieme ad altri investitori, un’infrastruttura all’avanguardia.

Nel piano triennale di Telecom sono previste dismissioni di asset no core fino a 3 miliardi di euro, con la previsione di portare il rapporto debito/Ebitda a 2,3 per fine 2011. Oltre a Hansenet, sono considerate attività  non strategiche Sparkle (cavi sottomarini) e la cubana Etecsa.

Alla vigilia del board di Telecom anche il Governo, per bocca del viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, torna a chiedere all’azienda “una forte strategia industriale”. Romani ha inoltre rivelato di aver parlato nei giorni scorsi con lo stesso Fossati, spiegando che sulle dismissioni “ci sono grandi perplessità  da parte di alcuni azionisti”.

Domani il consiglio di Telecom approverà  i conti trimestrali: secondo il consensus degli analisti i ricavi dovrebbero registrare un calo del 6% circa, con un ribasso più accentuato nella telefonia mobile. Tutti sono comunque concordi nel ritenere che la società  riuscirà  a realizzare gli obiettivi indicati per fine anno. Dal cda, infine, potrebbero emergere novità  circa l’emissione di un bond per il mercato retail, il primo della gestione Bernabè rivolto ai risparmiatori, oggi allo studio.