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09 novembre 2009 | 18:59

Tlc/ Assistal: Con stop banda larga a rischio 50mila posti lavoro

Tlc/ Assistal: Con stop banda larga a rischio 50mila posti lavoro
Decisione di estrema gravità 

Roma, 9 nov. (Apcom) – Assistal esprime “grande preoccupazione per l’evento di estrema gravità  che ha visto il Governo disattendere le promesse da tempo espresse sulla realizzazione di un piano ed hoc per l’eliminazione del digital divide”. Lo afferma in una nota l’Assistal, l’Associazione nazionale costruttori di impianti secondo cui questa decisione mette a rischio 50mila posti di lavoro.

Fortissima”, inoltre, è la preoccupazione dell’Associazione relativa alla ricaduta che tale posizione del Governo potrà  avere sull’intero sistema legato al mercato delle telecomunicazioni. Il rischio, si legge nella nota, “è che l’Italia accumuli un gap notevole nello sviluppo infrastrutturale del Paese che, oggi più che mai, ha la necessità  di puntare sul mercato delle telecomunicazione per il rilancio dell’economia nel suo complesso”.

Non meno pesante, di contro, secondo Assistal, “e la ricaduta sull’occupazione con 50.000 posti di lavoro a rischio. Non solo una perdita per le imprese, ma una perdita di opportunita per migliaia di lavoratori, senza contare che in questo modo il piano anti digital divide sarà  sempre piu distante”.

Ciò che sta accadendo, si legge ancora nella nota, “è che assistiamo a tagli fondamentali per lo sviluppo che non riguardano un singolo settore, ma la possibilità  di crescita di tutti i comparti dell’economia e che potrebbe avere una ricaduta estremamente positiva sul Pil. Le imprese sono ancora a rischio e il taglio degli investimenti potrebbe avere ricadute ancor più gravi sull’occupazione e sulla capacità  delle aziende di continuare a stare sul mercato. Non è in un momento successivo alla crisi che dovranno ripartire gli investimenti – conclude la nota – ma oggi, subito, perché la sopravvivenza delle aziende italiane è a repentaglio e questo ulteriore taglio non farà  che indebolirle ulteriormente”.

Quanto ai numeri, la perdita dovuta al taglio dei finanziamenti sarebbe un danno notevole: 33mila opere infrastrutturali; oltre 5mila scavi per la fibra ottica; quasi 6mila impianti wireless; oltre 9.500 interventi di componentistica esterna e quasi 13mila lavori impiantistici.