EDITORIA: MURDOCH PER LIMITI A GOOGLE NEWS, MSN, E YAHOO

EDITORIA: MURDOCH PER LIMITI A GOOGLE NEWS, MSN, E YAHOO
NEW YORK
(ANSA) – NEW YORK, 9 nov – Rupert Murdoch, il magnate della stampa anglo-americano proprietario tra l’altro del Wall Street Journal e del Times di Londra, intende proibire agli aggregatori di notizie, come Google News, Msn o Yahoo l’accesso gratuito completo alle notizie dei giornali del gruppo, una volta che queste saranno a pagamento. Come scrive oggi la stampa Usa, Murdoch lo ha spiegato in una lunga intervista a Sky News Australia, una emittente di sua proprietà , lasciando chiaramente intendere di non avere ancora deciso esattamente che cosa fare in proposito. Le ipotesi sono sostanzialmente due: quella radicale, con i titoli dei quotidiani del gruppo totalmente esclusi dai link degli aggregatori (come prevede per esempio Google News), e il modello del Wall Street Journal. Il Wsj online è l’unico quotidiano della NewsCorp, il nome ufficiale del gruppo Murdoch, a far attualmente pagare le proprie notizie su abbonamento. A parte pochi articoli accessibili a tutti, della maggior parte dei ‘pezzi’ si possono leggere soltanto titolo e prime righe senza pagare. Se si vuole l’accesso completo occorre abbonarsi. Quando il giornalista gli chiede se pensa ad un modello Wjs, che secondo il magnate sul web “ha costruito un muro ma non fino al soffitto”, Murdoch risponde: “Forse. Ma c’é una dottrina chiamata dello fair use che a mio avviso deve essere osteggiata in tribunale per farla finita una volta per tutte, ma lo faremo pian piano”. Negli Stati Uniti, in base alla regole dello ‘fair use’, cioé l’utilizzo leale, non esistono per esempio limiti alla pubblicazione di articoli di altri, grazie al primo emendamento della Costituzione sulla libertà  di espressione. Ed è questa nozione che sfruttano gli aggregatori di notizie per proporre gli articoli di altri, con un atteggiamento che l’editore anglo-americano definisce “da ladri”. La scorsa settimana a New York, lo stesso Murdoch, visti che i risultati del gruppo sono stati migliori del previsto, aveva indicato che l’operazione web a pagamento per titoli come il Times, Il New York Post o i quotidiani australiani, non verrà  ultimata entro giugno come previsto inizialmente. Dove le cose non vanno troppo bene per Murdoch, infine, è con il Ny Post, che continua a perdere lettori e non riesce ad emergere dal rosso. Lo scrive oggi il New Yotk Times.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

La Regione Lazio presenta le azioni per l’editoria. Zingaretti: obiettivo ridare dignità al settore, sostenendolo

Priorità nel continuare a promuovere la lettura di libri, dice Pietro Grasso al convegno Il libro digitale

Pearson taglia 4 mila posti di lavoro. Annunciato il piano di ristrutturazione da mezzo miliardo di dollari