Televisione

12 novembre 2009 | 10:21

RAI: NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO, POLEMICA SU COMITATO/ANSA

RAI: NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO, POLEMICA SU COMITATO/ANSA
LINEE GUIDA OGGI ALL’ESAME DEL CDA, DOMANI AL VARO DELL’AGCOM
ROMA
(ANSA) – ROMA, 11 NOV – Più impegno della Rai nella programmazione di servizio pubblico e sul fronte della qualità  dell’offerta, un richiamo alla deontologia professionale e al rispetto delle regole vigenti, la distribuzione dell’offerta gratuita su tutte le piattaforme tecnologiche: sono alcuni punti qualificanti delle linee guida per il nuovo contratto di servizio 2010-2012, che domani il Consiglio dell’Autorità  per le garanzie nelle Comunicazioni dovrebbe varare in via definitiva. Ma intanto fa discutere la presenza di un comitato esterno all’azienda: Il Fatto Quotidiano e l’Idv evocano il Minculpop, l’Agcom precisa che si tratta di un organismo già  esistente chiamato a valutare la qualità  dell’intera offerta. Nel comitato di esperti il quotidiano legge il tentativo di “ridisegnare l’autonomia della Rai e asservirla al Consiglio dei ministri”, mettendo sotto controllo l’informazione. Una “tesi infondata”, anzi “una ricostruzione tendenziosa che rovescia la realtà  dei fatti”, replica l’Agcom, spiegando che l’organismo riguarda “esclusivamente la qualità  dell’offerta dei programmi e non l’informazione radiotelevisiva”. Organismo, peraltro, già  contenuto nel contratto in vigore e del quale le nuove linee guida “rafforzano l’indipendenza”: sarà  infatti “nominato dall’Autorità  d’intesa con il ministero”, mentre oggi il presidente è “direttamente nominato dal ministero”. Si tratterebbe, dunque, di una riedizione – con le stesse competenze – del comitato scientifico di verifica delle valutazioni del Qualitel, il sistema di rilevazione della qualità  dell’offerta (mai attuato da Viale Mazzini, questione sulla quale l’Agcom ha aperto un’istruttoria). Unica differenza, l’assenza di membri nominati dalla Rai, per fare spazio solo a componenti indicati da Autorità  e ministero. Analoghe strutture esistono anche in Francia e in Inghilterra, dunque nessuna censura per l’informazione, sottolinea ancora l’Autorità , che piuttosto da sempre insiste sulla qualità  del prodotto Rai, tema caro anche al presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli. Inoltre nelle linee guida non ci sarebbe traccia della regionalizzazione di Raitre, mentre si parlerebbe di impegno sul digitale, attenzione per l’estero, recupero di generi dimenticati come il teatro o la musica classica. Delle linee guida si è occupato oggi anche il cda della Rai: a illustrarle è stato il vicedirettore generale Giancarlo Leone. Ottenuta l’intesa con il ministero dello Sviluppo economico, che avrebbe apportato solo modifiche marginali, il testo tornerà  domani sul tavolo dell’Autorità . Dopo il via libera definitivo, diventerà  la base del confronto tra la Rai e il ministero per l’elaborazione del vero e proprio contratto di servizio: la prossima settimana è previsto il primo incontro ufficiale tra le due delegazioni, guidate rispettivamente da Leone e da Stefano Selli. Il contratto andrà  infine in Vigilanza per il parere obbligatorio, ma non vincolante. In ogni caso, per applicarlo la Rai avrà  bisogno di risorse, legate anche al recupero dell’evasione dal canone (30%). Un punto chiave, richiamato ieri con forza dal presidente Paolo Garimberti: “O ci sono i soldi per fare il servizio pubblico, o dovremo ridurre drasticamente la qualità  e l’innovazione”. Niente nomine oggi in cda, ma non si esclude che giovedì prossimo il direttore generale, Mauro Masi, provi a proporre un pacchetto che comprenda, tra le altre caselle, Raitre, Rainews 24, Sipra e Rai Cinema. In consiglio, infine, Angelo Maria Petroni (visto nel tardo pomeriggio a Palazzo Grazioli) avrebbe criticato l’esposto alla Corte dei Conti presentato dal consigliere Nino Rizzo Nervo su assunzioni esterne e dirigenti senza incarico, iniziativa che ne metterebbe in dubbio – a giudizio di Petroni – la legittimità  della permanenza in cda. Rizzo Nervo avrebbe replicato spiegando che il senso dell’esposto era tutelare l’attività  del consiglio.