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12 novembre 2009 | 10:37

Telecom I.: Bernabe’, non ci serve sostegno pubblico per banda larga (Class-Cnbc)

12 Nov 2009 09:10 CEST Telecom I.: Bernabe’, non ci serve sostegno pubblico per banda larga (Class-Cnbc)

MILANO (MF-DJ)–”I nostri programmi per l’estensione della banda larga sono molto ambiziosi e noi certamente il digital divide, soprattutto per quanto riguarda il sistema delle imprese, lo vogliamo coprire con grande intensita’. Non abbiamo bisogno nessun tipo di sostegno pubblico per andare avanti. I nostri mezzi li destiniamo agli investimenti, che sono investimenti molto importanti. Negli ultimi 5 anni abbiamo investito 18 mld euro, che e’ una cifra veramente enorme, e il risultato e’ una rete di grande qualita’ a livello internazionale”.

Lo ha affermato Franco Bernabe’, a.d. di Telecom I., ai microfoni di Class-Cnbc (televisione del gruppo Class E. che insieme a Dow Jones & Co. controlla quest’agenzia) parlando della banda larga e spiegando che “e’ chiaro che lo Stato aveva dei progetti, dei programmi, che ovviamente dipendono dall’iniziativa dello Stato e che destinano risorse a coprire il digital divide, cioe’ quei clienti e quei potenziali clienti che non accesso alla banda larga perche’ e’ diseconomico estendere la rete e il servizio”.

Interpellato poi sull’andamento dei conti trimestrali del gruppo, l’a.d. ha commentato che i dati “sono stati apprezzati dal mercato, la borsa ha reagito positivamente. E’ naturale che la situazione macroeconomica non sia la migliore degli ultimi 50 anni, quindi e’ chiaro che abbiamo una debolezza nella domanda dal lato Mobile, ma abbiamo saputo compensare dal lato dei costi con un lavoro molto efficace e il mercato lo ha apprezzato”.

Per quanto riguarda invece il 2010 Bernabe’ ha sottolineato che “vediamo come va l’economia. Credo sia ancora troppo presto per capire come va il 2010″. La ripresa “si vede ancora relativamente poco. Certo c’e’ qualche segno. Certamente si e’ fermato il declino che era molto pesante nel 1* semestre dell’anno”. Per una ripresa sostenibile e’ necessario che “le famiglie abbiano tranquillita’ del futuro, che si sentano rassicurate. Oggi non sono ancora rassicurate e quindi contengono la spesa e i consumi”.