Cinema

12 novembre 2009 | 18:25

CINEMA: OCCHIPINTI, NON ABBIAMO MODIFICATO “LA PRIMA LINEA”

CINEMA: OCCHIPINTI, NON ABBIAMO MODIFICATO “LA PRIMA LINEA”
(AGI) – Roma, 12 nov. – “Sulla prefazione del libro di Sergio Segio, ‘Miccia corta’, ci sono alcune imprecisioni. La piu’ grossa e’ che abbiamo fatto delle modifiche dopo aver fatto leggere la sceneggiatura all’associazione delle vittime. Falso: nessuno ha letto la sceneggiatura a parte la commissione che deve deliberare i finanziamenti pubblici e nessun taglio e’ stato fatto per compiacere qualcuno”. Andrea Occhipinti, responsabile della Lucky Red, produttore di “La prima linea” di Renato De Maria con Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno dal 20 novembre in 150 cinema italiani, replica alle accuse mosse da Sergio Segio (“imposte condizioni e paletti affinche’ il film venga scritto e girato ‘a comando’, con la liberta’ artistica legata al guinzaglio e minacciata di rappresaglia economica, con un meccanismo degno dei tempi di McCarthy – scrive l’ex terrorista rosso -. Giudicheranno gli spettatori del film se e quanto gli effetti di queste continue pressioni e degli infiniti vincoli – di fronte ai quali nulla hanno eccepito regista e produttore, accettandoli in silenzio – sono rintracciabili nel prodotto finale”) e scritte anche sulla prefazione alla nuova edizione del libro da cui il film e’ tratto. “A titolo personale ho fatto leggere la sceneggiatura al solo figlio del giudice Alessandrini – prosegue Occhipinti -. Ma a nessun altro. E’ inoltre falso che abbiamo cambiato il titolo perche’ ce l’hanno imposto. Alla Rai, che compare come coproduttrice, e’ depositato da molti mesi il testo con due nomi: ‘Miccia corta’ e ‘La prima linea’. In quanto alla storia che abbiamo inserito il personaggio di Piero (una sorta di ‘grillo parlante’ che cerca di ‘salvare’ Sergio dalla perdizione, ndr) per compiacere il Ministero, non c’e’ nulla di vero”. Se Occhipinti e’ arrabbiato per questa polemica (ma, da ex attore, non lo da’ a vedere), lo sceneggiatore Sandro Petraglia (autore del film insieme a Ivan Cotroneo, Fidel Signorile e Roberto De Maria) e’ stupito dall’atteggiamento di Sergio Segio. “Abbiamo fatto leggere a Sergio e a Susanna (Ronconi, ndr) il soggetto e il trattamento e con loro c’era un ottimo rapporto – spiega durante la conferenza stampa -. Quando abbiamo deciso di far iniziare il film con Scamarcio-Segio in un carcere del Piemonte, ha fatto una battuta: avete voluto subito rassicurare facendo vedere il mostro dietro le sbarre! Con loro c’era un rapporto aperto. Poi non so cosa sia successo – continua -. Ha detto che non gli piace la battuta che dice il suo personaggio che si assume la responsabilita’ morale e politica, ma questa frase c’era fin dall’inizio. L’ha letta gia’ nel primo trattamento”.