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16 novembre 2009 | 16:47

Stefano Matalucci, direttore marketing di Cerved Group

Dal primo ottobre 2009 Stefano Matalucci è il nuovo direttore marketing di Cerved Group. Un mese dopo la nascita del nuovo player del settore business information per i segmenti bancario e corporate frutto della fusione tra diverse realtà , come Centrale dei Bilanci, Lince, Databank, Finservice, Consit, Pitagora e la stessa Cerved, Stefano Matalucci arriva a completare il team del gruppo con il compito di valorizzare le sinergie tra le varie aziende confluite nella nuova società , puntando sullo sviluppo dei prodotti corporate e su una “rinnovata esigenza di innovazione”.
Milanese, classe 1973, una laurea in ingegneria aerospaziale ottenuta nel ’97 al Politecnico di Milano con il massimo dei voti, Matalucci inizia il suo percorso professionale all’interno del mondo accademico come assistente e ricercatore. Dopo un anno entra come project engineer in Lias, azienda che si occupava, tra l’altro, di piattaforme in alluminio per l’atterraggio degli elicotteri. Quando la società  viene acquisita da un concorrente olandese, cambia completamente settore e passa in Publicenter, azienda attiva nella produzione di smart card, tessere prepagate e carte di credito. Era un settore che non conosceva, ma in cinque anni diventa chief operating officer con delega al business development.
Nel 2005 ottiene un Mba alla Bocconi e passa alla holding di Publicenter Mf Group come business development manager prima di passare nel giugno del 2006 alla società  di consulenza McKinsey & Company come engagement manager. Esperienza molto formativa, anche dal punto di vista del marketing, che lascia per entrare nel team di Cerved.
Appassionato di calcio, tennis e maratona (“La prima nel 2004, da amatore. Uno sport che ti mette di fronte ai tuoi limiti e che affina molto il carattere”, dice), per informarsi la mattina ama sfogliare Corriere della Sera e Sole 24 Ore, leggere riviste sportive come Correre, a cui è anche abbonato, e libri di mistero e gialli alla Stieg Larsson o Dan Brown.

L’articolo è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 400 – novembre 2009