Peggio di così è difficile

“Attento Bersani, c’è un degrado del servizio pubblico inqualificabile! E c’è ancora una voglia di assalto alla Rai da parte dei partiti della maggioranza berlusconiana”.

Carlo Rognoni suona l’allarme al nuovo segretario del Pd
Caro direttore, nel mio intervento all’ultima Assemblea congressuale del Pd ho voluto parlare di informazione. Senza prudenze, senza remore, con una consapevolezza e con una convinzione: che nel Pd ci sia un ritardo culturale nella comprensione del sistema dei mass media. Naturalmente ho voluto parlare anche di Rai, non solo e non tanto perché proprio in quel giorno di congresso ha cominciato a girare la notizia che il direttore generale della Rai aveva intenzione di sollevare dall’incarico di direttore di Raitre Paolo Ruffini, ma perché c’è un punto che mi premeva portare all’attenzione del nuovo segretario Bersani, quello della Rai come “metafora della generale vicenda istituzionale e costituzionale”, perché qui – ho detto – “c’è stata finora una mancanza colpevole di capacità  riformista”. In altre parole: non basta parlare di governo del servizio pubblico ma delle regole con cui si può garantire una sua reale autonomia dalla ingerenza dei partiti. Anche perché sono convinto che solo staccando la spina delle segreterie di partito da Viale Mazzini si può difendere il ruolo e la credibilità  del servizio pubblico.
Nel campo dei media la politica del Pd – se non c’è uno scatto di innovazione – rischia di rifarsi a logiche e schemi vecchi.
A volte sembra che l’unica preoccupazione di un leader sia quanti minuti riesce a conquistarsi in un telegiornale, quante volte riesce a farsi ospitare in un talk show.

L’articolo è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 400 – novembre 2009

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