da condirettore di ‘Adnkronos’ a vice direttore del ‘Tg5’

Un giornalista gradito al centrodestra, con un lungo passato al Giornale, ma anche un uomo di redazione e d’ordine, sul quale è possibile caricare il peso della macchina, particolarmente esperto di cronaca nera e di giudiziaria. È il biglietto da visita di Andrea Pucci, che dal 1° novembre è approdato a Mediaset, vice direttore del Tg5, chiamato da Clemente Mimun – che lo conosce e lo apprezza da tempo – ad affiancare come vice direttore Enrico Rondoni e Andrea Pamparana, coprendo la posizione lasciata libera da Piero Vigorelli, andato in pensione.
Pucci ha lasciato così l’Adnkronos di Giuseppe Marra, di cui da sette anni era condirettore. Un addio senza rancore, celebrato on line dalla stessa agenzia con tre lanci consecutivi di ringraziamenti e apprezzamenti fra Pucci, Marra e il comitato di redazione.
Nato a Roma l’11 luglio 1961, a 20 anni inizia a collaborare con Il Giornale per la cronaca nera e la giudiziaria. Viene assunto nel 1984. È cronista, caposervizio, inviato, caporedattore. È puntiglioso, preciso. Celebre il suo sterminato archivio che ogni mattina alimentava di ritagli, lasciandolo poi a disposizione dei colleghi. Nel ’93 Indro Montanelli gli affida la guida della redazione romana, responsabilità  poi confermata da Vittorio Feltri che lo nomina caporedattore centrale.

(La versione integrale dell’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 400, Novembre 2009)

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