Televisione

20 novembre 2009 | 16:29

RAI: LA SFIDA DELLA VIGILANZA, RIFONDARE IL SERVIZIO PUBBLICO

RAI: LA SFIDA DELLA VIGILANZA, RIFONDARE IL SERVIZIO PUBBLICO
(AGI) – Roma, 20 nov. – (di Enzo Castellano) La commissione di Vigilanza prende per mano la Rai e prova a rifondare il servizio pubblico radiotelevisivo, a innescare un meccanismo riformatore, a individuare la vera identita’ – al tempo d’oggi – del servizio pubblico. In una parola, “alzare l’asticella” quando si parla di Rai, e non piu’ limitarsi a parlare di questioni ricorrenti. Ma senza essere il ‘cane da guardia’ dell’azienda. Al contrario, “sentirci in sintonia” con essa, “individuando le criticita’ di sistema, di prospettiva, di trend” e sapendo bene che esiste “l’ineluttabilita’ del condizionamento alimentato dal mercato”. E’ la sfida che la Vigilanza lancia con i tre seminari organizzati per fare una radiografia la piu’ completa possibile – una sorta di ‘total body’ per immagini – del rapporto che lega televisione, Rai e sistema Paese. Avendo come interlocutore finale il legislatore. Tre seminari promossi dal presidente Sergio Zavoli con i due vice presidenti Giorgio Lainati e Giorgio Merlo, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il primo appuntamento e’ fissato gia’ per martedi’ 24, tema “Lo stato della tv in Italia e il ruolo della Rai. Il servizio pubblico e la sua identita’”, con l’indirizzo di saluto del presidente del Senato, Renato Schifani, e il messaggio che il presidente della Camera, Gianfranco Fini, fara’ pervenire. I lavori saranno aperti da Zavoli e tra i partecipanti ci saranno Mauro Masi (direttore generale Rai); Fedele Confalonieri (presidente Mediaset); Giuseppe De Rita (presidente Censis); Giovanni Stella (vicepresidente esecutivo Telecom Italia Media). Era prevista la presenza di Tom Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, ma causa problemi di salute sara’ rappresentato da un altro dirigente Sky.

RAI: LA SFIDA DELLA VIGILANZA, RIFONDARE IL SERVIZIO PUBBLICO (2)
(AGI) – Roma, 20 nov. – L’iniziativa e’ stata presentata con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Zavoli, la prima da quando e’ presidente della Vigilanza. Con lui anche Lainati e Merlo. “Riprendiamo il ruolo che e’ della commissione sulle strategie, programmi e attivita’ della Rai, azienda incaricata di servizio pubblico, e a questa notazione tengo molto”, ha detto Zavoli. I tre seminari (il secondo si terra’ il 19 gennaio prossimo e il terzo il 23 febbraio) vogliono essere qualcosa di “inedito”, che puo’ anche “comportare qualche rischio”. L’obiettivo e’ “entrare in sintonia con il mondo che ci sta intorno, per capire il significato dell’essere servizio pubblico in un sistema dove il monopolio e’ finito e dove sono entrati soggetti nuovi, piu’ articolati e laboriosi”. I seminari hanno quindi “l’ambizione di alzare il livello del confronto, di uscire dalla querelle delle cose che prima o poi vengono contraddette, per stare invece sulle questioni di sistema: mercato, doverosita’ della Rai di ottemperare a servizi per la collettivita’ in ragione di un canone”, ha aggiunto. Per Zavoli “c’e’ in giro una domanda sul dubbio che qualcosa possa essersi guastato tra servizio pubblico e opinione pubblica, e allora bisogna indagare, stare ai problemi non maniera faziosa, capire quale sia l’identita’ della Rai alla luce di un quadro mutato, complicato dalla presenza di altri soggetti sul mercato”. Il senatore ha sottolineato “vogliamo tenerci lontani dalla tentazione di ricadere nelle questioni ricorrenti, c’e’ bisogno di alzare l’asticella” ed ha ricordato di quando da presidente a viale Mazzini “alla prima riunione del Cda il discorso cadde subito sulla nascita del mercato. Bisognava immaginare come difendersi da questo. Ma il mercato in se’ non e’ una parola indecente, e’ anzi il volano intorno al quale si realizzano cose, altrimenti sarebbe un’anarchia. Il mercato e’ suscitatore di occasioni. Dissi allora che ‘non voler stare nel mercato significa premeditare un suicidio’. Non si puo’ da un lato essere contenti che il monopolio sia finito e poi impaurirci perche’ altri soggetti entrano in gioco”.

RAI: LA SFIDA DELLA VIGILANZA, RIFONDARE IL SERVIZIO PUBBLICO (3)
(AGI) – Roma, 20 nov. – Zavoli ha rilevato che e’ importante “la tenuta della struttura, collegandola con i doveri che derivano per la Rai dal ricevere un canone, e compatibilmente con la raccolta pubblicitaria”. Non ha mancato di rilevare che “bisognava competere, non venir meno a quella opportunita’, ma distinguendosi e non appiattendosi sulla concorrenza tradendo le caratteristiche di servizio pubblico”. E l’occasione storica era che “il palinsesto della concorrenza ci arricchiva perche’ ci diceva cosa non andava fatto. E invece in noi veniva meno. L’immaginazione e’ andata al potere forse con gli ingredienti non adatti…”. I tre seminari serviranno a determinare “necessita’ e tipo d’intervento della Vigilanza per fornire alla Rai un indirizzo vincolante”, perche’ solo in questo modo si puo’ “rifondare”. Anche i due vicepresidenti hanno sottolineato l’importanza di questi tre appuntamenti inconsueti della commissione. Lainati ha detto che “mettere a fuoco l’evoluzione del servizio pubblico in questi 50 anni e’ un obiettivo ambizioso e anche raggiungibile. Se non ci fossero 16 milioni di famiglie che pagano il canone, il servizio pubblico non esisterebbe”. C’e’ stata nel tempo per la Rai “una rendita di posizione che si e’ alimentata ed ha imposto di stare al passo con il competitore”, e qui Zavoli e’ intervenuto ricordando che cio’ e’ pero’ avvenuto “a scapito della qualita’”. A sua volta Merlo ha parlato di iniziativa “forte ed inusuale nella storia della Vigilanza, riportando questa al centro dell’attenzione e ribadendone il ruolo di indirizzo e non solo di controllo. Questi seminari contribuiranno a riscoprire le ragioni, l’identita’ del servizio pubblico, identita’ che non si deve ridurre a una sommatoria di faziosita’”. Il grande obiettivo e’ “spronare la politica ad assumere le decisioni, il grande interlocutore e’ il legislatore, e auspico che arrivi una proposta concreta capace di innescare un meccanismo riformatore, con la Vigilanza come strumento per rifondare il servizio pubblico” attraverso un atto d’indirizzo.