Editoria

24 novembre 2009 | 16:28

Sicilia/Giornalista imputata:Non solidarietà  ma fatti

Sicilia/Giornalista imputata:Non solidarietà  ma fatti
Martorana:Sono pubblicista ma perchè non posso tutelare fonti?

Palermo, 24 nov. (Apcom) – “Secondo la falsa educazione imperante nell’italico costume, dovrei ringraziare per la solidarietà  ricevuta, ma ringrazierò solo coloro che, non da domani ma da ieri, hanno avviato una seria ricerca delle soluzioni per garantire la libertà  di stampa, il rispetto dell’etica da parte di chi fa informazione ed un riordino delle funzioni dell’Ordine dei giornalisti”. Lo scrive, in una lettera aperta all’Ordine dei Giornalisti, la giornalista pubblicista Giulia Mortorana del quotidiano `La Sicilia’ che sarà  processata il 15 marzo dal tribunale di Enna per favoreggiamento per non aver rivelato la fonte della notizia assieme a Jose Trovato del Giornale di Sicilia. Nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione della notizia da parte di Apcom, ai due cronisti è giunta la solidarietà  dell’ordine dei giornalisti di Sicilia, dei loro Cdr, dell’assostampa e della Fnsi

“Non mi interessa la solidarietà , merce ormai a buon mercato perché le parole, belle o brutte che siano, non costano nulla” scrive Martorana, “mi interessano i fatti e non quelli di `Giulia Martorana’, ma di tutti i giornalisti che in silenzio e ignorati dalla ribalta, fanno onestamente questo mestiere. Non mi interessa il riflettore su di me, ma su tutti coloro che pur non subendo minacce di morte pagano giorno dopo giorno lo scotto di raccontare i fatti, subendo pressioni ed intimidazioni sottili che nulla hanno a che fare con la morte `fisica’. Di tutti questi giornalisti bisognerebbe parlare e della mancanza di tutele alla loro professionalità ”.

Nella lunga lettera all’Ordine Martorana lamenta di non poter tutelare “le mie fonti perché sono pubblicista” e sollecita un dibattito “sulla contraddizione tra l’ordinamento professionale che impone la tutela delle fonti e la legge dello Stato. Auspico che l’Ordine dei giornalisti, al cui interno non mancano le oneste professionalità  e capacità  di rilanciarne il ruolo, dopo un sereno e attento esame dello ‘status quo’ sappia darsi quel riordino che è oggi necessario per difendere la libertà  di stampa e quindi i giornalisti, ed il diritto dei cittadini ad essere informati”.