Televisione

24 novembre 2009 | 18:00

Editoria/ Asr a direttore La7: censura taglio inchiesta su mafia

Editoria/ Asr a direttore La7: censura taglio inchiesta su mafia
Piroso ha cancellato servizio su trattativa Stato-Cosa nostra

Roma, 24 nov. (Apcom) – L’Associazione stampa romana (Asr) e il Comitato di redazione di La7 hanno tenuto oggi una conferenza stampa presso la sede dell’Asr per mettere in luce il tema della libertà  di informazione e dell`autonomia dei giornalisti, sulla scorta della decisione del direttore dell’emittente televisiva, Antonello Piroso, di non mandare in onda un’inchiesta sulla trattativa firmata da Silvia Resta.

Molti i dirigenti sindacali, dell`Ordine dei giornalisti e i cronisti intervenuti. Fra gli altri il presidente della Fnsi, Roberto Natale, il presidente dell`Asr Fabio Morabito, il presidente dell`Ordine del Lazio Bruno Tucci, il Cdr de La7, Maurizio Mannoni, Rai, Giovanni Bianconi, Corriere della Sera, Roberto Pavone, Mediaset, Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, e il disegnatore satirico Stefano Disegni.

“Se non interpretato correttamente ha spiegato il segretario di Stampa Romana Paolo Butturini – l`articolo 6 del contratto di lavoro (sui poteri del direttore, ndr.) si può prestare a inaccettabili censure. L`enorme potere che la norma conferisce al direttore, va letto alla luce del paragrafo che stabilisce che quelle facoltà  non possono essere in contrasto con le norme che regolano la professione. Devono cioè essere subordinate alla legge istitutiva dell`Ordine (vincolo di solidarietà ) e a tutte le carte deontologiche che la categoria si è data, in particolare quella dei Doveri del giornalista che è chiarissima quando afferma: ‘La responsabilità  del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell’editore, del governo o di altri organismi dello Stato’”.

Il presidente dell`Asr, Fabio Morabito, ha sottolineato come “la televisione sia un mezzo delicatissimo che richiede molte responsabilità  al giornalista per l`effetto che ha, cioè il formarsi dell`opinione dell`80% degli italiani. Quello che è successo a La7, che definirei senza mezzi termini un esempio di censura, non è certo un caso da parte del direttore Piroso , visto che è lo stesso che è andato in onda il giorno che i suoi colleghi giornalisti scioperavano”.

La decisione di Piroso di cancellare il servizio è stato così ricostruito da Adalberto Baldini, membro del Cdr de La7: “La scaletta del servizio è stata inviata ai responsabili della direzione il 30 ottobre, oltre due settimane prima della prevista messa in onda. E ancora il giorno della programmazione, nell`edizione del Tg di mezzogiorno, è stato trasmesso uno spot che descriveva il servizio. Ancora oggi ci chiediamo perché sia stato prima pubblicizzato poi cancellato. L`incompletezza è un argomento assolutamente vago e insufficiente, tant`è che nell`edizione di domenica de Il Riformista, accanto all`editoriale di Polito a sostegno di Piroso, c`era proprio un pezzo sulle dichiarazioni del pentito Spatuzza, senza alcun intervento del senatore Dell`Utri”.