Dividendo digitale: alle tivù o a Internet?

Più si avvicina la data dello switch off, cioè dello spegnimento delle televisioni analogiche e del passaggio completo al digitale terrestre, più diventerà  infuocato il dibattito su che cosa fare delle preziose frequenze liberate, cioè del cosiddetto dividendo digitale.
L’Europa propone di destinare buona parte del dividendo alla banda larga wireless, un servizio unanimamente considerato più utile e remunerativo di quello televisivo. Viviane Reding, commissaria europea (in uscita) per la società  dell’informazione, ripete costantemente che “l’utilizzo del dividendo digitale costituisce un’occasione unica per dare a tutti gli europei la banda larga”. Non a caso la Commissione Ue propone a tutti i Paesi europei di anticipare lo switch off al 2011 e di destinare una quota rilevante di frequenze ex televisive   (790-862 Mhz) alla banda larga wireless per abbattere il digital divide e armonizzare le tecnologie in tutto il continente.
Il governo e le autorità  italiane intendono invece assegnare queste frequenze alle televisioni, almeno fino al 2015. Il vice ministro per le comunicazioni Paolo Romani non prevede gare per la banda larga wireless. Mentre i più importanti Paesi europei, Gran Bretagna e Germania, Francia e Paesi scandinavi, hanno già  deciso di utilizzare il dividendo digitale per la banda larga.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 401 – dicembre 2009

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale