Editoria, New media

25 gennaio 2010 | 10:33

INTERNET: DE BENEDETTI, FINITO IL TEMPO DI PASTI GRATIS

POL:==INTERNET
2010-01-24 10:47
==INTERNET: DE BENEDETTI, FINITO IL TEMPO DI PASTI GRATIS
SISTEMA MICROPAGAMENTI FUNZIONERA’ CON SISTEMA SIMILE AD ITUNES
ROMA
(ANSA) – ROMA, 24 GEN – “La novità  annunciata dal New York Times con il ritorno ai contenuti a pagamento su internet è un passo importante nella ricerca comune di un nuovo modo di fare i giornali, cartacei o elettronici che siano”. Il presidente del Gruppo L’Espresso, Carlo De Benedetti, esordisce così in un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore a proposito del rapporto delle imprese editoriali con i colossi di internet: “la Rete – dice – non può restare un Far West senza regole” dove “tutto é gratis e la pirateria non è un reato”. De Benedetti riconosce che “lo sviluppo della Rete in questi anni non sarebbe stato così impetuoso senza il contributo dell’informazione” ma gli utenti si sono “abituati” a fruire di ogni contenuto informativo gratis e la strategia degli editori di puntare tutto sulla pubblicità  si è rivelata, complice la crisi, “un errore” per i bilanci: “quando i conti non tornano – spiega – è la libertà  d’espressione a soffrirne per prima e di più”. “Far pagare le notizie di qualità  su internet – aggiunge – è parte del mix di misure anticrisi che gli editori stanno delineando”; dopo tutto, afferma, “se si offre un buon prodotto, chiunque capisce che è ragionevole pagarlo, sia che se ne fruisca sul cellulare, sia online”. De Benedetti parla di Google e del suo aggregatore di news, ma anche di “molti altri soggetti” che a suo avviso “non rispettano le regole che tutelano i diritti di proprietà  intellettuale”. Occorre allora “rilanciare la protezione del copyright, studiando l’adozione di software e sistemi che consentano un reale controllo dell’uso e del rispetto dei diritti connessi a ciascun contenuto”. Il sistema dei micropagamenti, aggiunge, funzionerà  solo se abbinato con “qualcosa di molto semplice come l’iTunes di Apple”. Poi un invito agli operatori di rete, “che accettino – conclude – di condividere con noi una quota dei loro ricavi dovuti all’accesso”: “i contenuti attraggono utenza, ma i ricavi vanno tutti agli oligopolisti dell’intermediazione. E’ ora di cambiare registro”. (ANSA).
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