Comunicazione, Editoria

25 gennaio 2010 | 17:47

INFORMAZIONE: CARD. BAGNASCO, NO A GIORNALISMO DEL RISENTIMENTO

INFORMAZIONE: CARD. BAGNASCO, NO A GIORNALISMO DEL RISENTIMENTO
(ASCA) – Roma, 25 gen – Dal mondo della comunicazione, in Italia, spesso giungono ”deviazioni e intossicazioni” mentre ”non serve a nessuno che il confronto pubblico sia sistematicamente ridotto a rissa, a tentativo di dominio dell’uno sull’altro”. A sostenerlo e’ il presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco che ha riconosciuto i ”successi” conseguiti in questi anni come ”la lotta alla criminalita”’ o ”l’industria creativa” ed ha detto ”no” a quello che ha definito il ”giornalismo del risentimento”. Nella sua prolusione che ha aperto i lavori del Consiglio permanente della Cei, il porporato ha definito ”insopportabile concentrarsi unicamente sulla denigrazione reciproca, arrivando talora a denigrare il Paese intero pur di far dispetto alla controparte”. ”Anche i media, – ha poi aggiunto – che devono corrispondere ai compiti di informazione e di controllo che sono loro propri in una societa’ evoluta, non devono cadere nel sistematico disfattismo o nell’autolesionismo di maniera”. Un esempio, secondo il card. Bagnasco viene dall’esame dei fatti politici. ”Il Paese ha bisogno di uscire dalle proprie pigrizie mentali, dai pregiudizi ammantati di superiorita’, per essere meglio consapevole delle risorse e delle qualita’ di cui dispone e per dare – ha sottolineato Bagnasco – una giusta considerazione ai successi conseguiti, ad esempio, sul fronte della lotta alla criminalita’, o dell’eccellenza tecnologica, o della ricerca medico-scientifica, o della bio-alimentazione, o dell’industria creativa”. Da qui la critica al ”giornalismo del risentimento che si basa, – ha detto il presidente dei vescovi – piu’ che sulle notizie, sui conflitti veri o immaginati, finisce per nuocere anche alla causa per cui si sente mobilitato”. Invece, ha sostenuto Bagnasco, ”occorre essere fieri del proprio buon nome, della propria fatica, dell’impegno speso senza vanita’ e che, quando c’e', non puo’ essere annullato da nessuno”.