CINEMA: SOFFERENZA PER QUELLO ITALIANO PER DATI ANICA/ANSA

CINEMA: SOFFERENZA PER QUELLO ITALIANO PER DATI ANICA/ANSA

LA QUOTA MERCATO ITALIA AL 23,4% CONTRO IL 29% DEL 2008

(di Francesco Gallo)

(ANSA) – ROMA, 3 FEB – Secondo i dati Anica, presentati oggi

a Roma, nel 2009 c’é stata sofferenza a livello di mercato e

produzione per il cinema italiano. I numeri in questo senso

parlano chiaro. Il nostro prodotto cinema ha sofferto

sicuramente per i tagli che ci sono stati al Fus, per l’avvento

del 3d, ma anche per una sorta di cattiva annata di prodotto

cinema italiano. Anche se, in totale controtendenza, il gennaio

2010 mostra una forte inversione che fa ben sperare. Questo in

estrema sintesi quanto emerso in un incontro presenti Paolo

Ferrari (presidente Anica), Riccardo Tozzi (presidente sezione

produttori), Michele Napoli (sezione distributori), Dario

Viganò (industrie tecniche) e il nuovo direttore generale

cinema Nicola Borrelli.

Dice Riccardo Tozzi:”c’é stata una flessione sensibile

della quota mercato del cinema italiano. E per la prima volta

nel decennio anche una flessione di film prodotti che scendono a

97 mentre l’anno scorso erano 123 (-26)”.

Un dato che si spiega meglio considerando che pur rimanendo

inalterato l’investimento privato nel 2009 c’é stato un crollo

di quello pubblico ovvero una quota del 12,8% contro il 21,5%

del 2008.

Una flessione del mercato italiano che vede il nostro paese

ottenere nel 2009 una quota del 23,4% contro il 29% del 2008.

“Un calo molto forte – spiega ancora Tozzi – non dipeso solo

dai tagli al Fus, ma da altri fattori. Come l’effetto 3d che ha

promosso un cinema americano che è stato anche capace di

rinnovamento artistico. C’é poi la flessione della sale urbane

che sicuramente penalizza il cinema italiano. E tornando al 3d –

conclude – si deve considerare che ormai in Italia ci sono più

di 400 schermi (un primato in Europa) che si nutrono solo di

film tridimensionali che vengono in genere dagli Stati Uniti”.

Da Paolo Ferrari la soddisfazione di aver appena firmato il

decreto sul tax shelter e ottimismo per aver ripristinato “il

tavolo sulla pirateria alla presidenza del consiglio” e “di

mettere in cantiere al più presto una legge di riforma e di

sistema in cui sembra ci sia concordia da entrambi le parti

politiche”.

Dario Vigano invece mette in luce il reale impatto industriale

del reparto cinema:”il solo settore audiovisivo pesa per circa

15 miliardi di euro e dà  lavoro a 5000 imprese in cui lavorano

trecentomila persone. E’ questo che si deve capire quando si

parla di cinema. Dovremmo fare riferimento non al ministero

della cultura, ma a quello delle attività  produttive”.(ANSA).

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