TV: DECRETO; COMMISSIONE SENATO, OK A PARERE CON NOVITA’ (2)

TV: DECRETO; COMMISSIONE SENATO, OK A PARERE CON NOVITA’ (2)

(ANSA) – ROMA, 4 FEB – Tra i primi punti del parere,

articolato in nove pagine, c’é “una definizione più precisa

dei soggetti – spiega Butti – che rientrano nella definizione di

servizi di media audiovisivo, e quindi nella disciplina della

direttiva europea. Si stabilisce senza equivoco che i blog di

video amatoriali, i giornali on line, i motori di ricerca, le

versioni elettroniche delle riviste non sono disciplinati dalla

nuova normativa, sono liberi. Dunque, come avevamo detto fin

dall’inizio, nessuna censura alla rete. Al punto tre ho anche

ulteriormente precisato che la responsabilità  editoriale

incombe su terzi e non sui provider che ‘ospitano’ e trasmettono

contenuti realizzati da altri”.

Il parere, poi, “su richiesta dell’autorità , specifica

meglio che le telepromozioni sono consentite solo nell’ambito

dei programmi e precisa alcuni dettagli relativi alla pay per

view”, continua il relatore. Quanto alla Lcn (Logical channel

numbering) cioé l’ordinamento automatico dei canali sul nuovo

telecomando digitale, “si prevede che spetti all’autorità 

definire criteri e blocchi dei numeri, nell’ambito

dell’istruttoria che è già  in corso e terminerà  a breve; al

ministero, invece – aggiunge – va il compito di assegnare il

numero del telecomando alle emittenti ma anche di sanzionare

quelle che non rispettano la posizione assegnata loro, anche con

la revoca dell’autorizzazione a trasmettere fino a due anni”.

Sul fronte dei minori, il parere Butti prevede, tra l’altro,

che “oltre al riferimento al Comitato di applicazione del

codice media e minori, venga inserita l’intesa con l’autorità ”

e che “il bollino per segnalare i programmi a rischio per i

minori venga trasmesso all’inizio e nel corso della

trasmissione”.

Dopo alcuni punti dedicati ad accogliere le richieste del

mondo dell’emittenza locale, in particolare radiofonica, il

testo stabilisce ancora che “il product placement (la

pubblicità  di prodotto) venga inserito anche nei programmi

sportivi” e che su questo fronte “spetti all’Autorità 

verificare che si applichi l’accordo di autoregolamentazione tra

i broadcaster”. C’é poi il capitolo sulla tutela del prodotto

audiovisivo europeo, “nel quale vengono ripristinati gli

obblighi di investimento e programmazione, nonché le sottoquote

per il cinema italiano, da definire con un regolamento che avrà 

tempi più stretti”.

E ancora, una delle questioni più discusse, cioé la

cosiddetta autorizzazione generale per i nuovi siti Web:

“premesso che si tratta di una dichiarazione di attività  e

niente altro – sottolinea Butti – il parere precisa che va

richiesta all’autorità , non al ministero, e che non c’é nessun

filtro e nessun controllo preventivo dei contenuti: la verifica

dell’Agcom avviene infatti dopo che il sito ha avviato la sua

attività . Infine viene tolto l’obbligo di rettifica per il Web.

(ANSA).

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Il presidente iraniano Rohani: statue coperte? E’ solo un caso giornalistico

Padre Ciro Benedettini lascia la vicedirezione della sala stampa vaticana dopo 22 anni di servizio

Convocata per le 14:30 di oggi un’assemblea del Cdr di Rainews con Usigrai e Fnsi