IMMIGRATI: NASCE LA RIVISTA ‘LIBERTA’ CIVILI’

IMMIGRATI: NASCE LA RIVISTA ‘LIBERTA’ CIVILI’

(AGI) – Roma, 4 feb. – Una rivista bimestrale per spiegare il fenomeno dell’immigrazione in Italia e favorire un punto di incontro tra le diverse posizioni. Si chiama “Liberta’ civili” ed e’ prodotta dal dipartimento per le Liberta’ civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno. Il primo numero e’ stato presentato oggi dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. La rivista, che ha un comitato scientifico presieduto da Enzo Cheli, vicepresidente della Corte Costituzionale, e diretta dal prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento delle liberta’ civili e l’immigrazione del Ministero.
“Vorrei che questa rivista – ha detto Maroni – fosse uno spazio libero su cui chiunque puo’ intervenire portando numeri e dati sul fenomeno dell’immigrazione. Purtroppo spesso si agitano soluzioni ideologiche su questo argomento. L’immigrazione e’ spesso utilizzata come argomento di contesa politica e questo e’ un difetto tutto italiano”.
Il ministro dell’Interno ha inoltre voluto ricordare la collaborazione sul tema dell’immigrazione del Ministero del Welfare, che ha definito “eccellente”. (AGI) Cli/Chi/Rm/Dos  IMMIGRATI: NASCE LA RIVISTA ‘LIBERTA’ CIVILI’ (2)

(AGI) – Roma, 4 feb. – “Ad una questione cosi’ complessa come l’immigrazione – ha detto ancora Maroni – non puo’ essere data solo una risposta di legalita’ e sicurezza poiche’ vanno rimosse le cause. Questo significa intervenire sul mondo della lotta al lavoro nero”.
Nel primo numero della rivista “Liberta’ civili” e’ stato dato spazio al sociologo Zygmunt Bauman con una intervista dove viene tracciata la strada da seguire nella societa’ moderna per risolvere i problemi legati all’immigrazione. Vengono poi toccati gli argomenti che vanno dalla criminalita’ alla scuola, con numerosi interventi tra i quali un’intervista al ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, e un’altra al ministro dell’Interno Roberto Maroni.
“Mi auguro che questa rivista – ha detto Maroni – sia utile al dialogo e al confronto. Noi vogliamo risolvere la questione in maniera concreta. Siamo disponibili a suscitare un dibattito serio e non ideologico. Il contrasto dell’immigrazione clandestina e’ un punto di forza di questo governo. L’immigrazione legale, quella buona puo’ trarre solo vantaggio da un’azione di contrasto forte all’immigrazione clandestina”. Il ministro ha inoltre ricordato che la legge Bossi-Fini contiene gia’ delle norme che se fossero state applicate avrebbero potuto impedire fenomeni come quelli avvenuti a Rosarno. “La Bossi-Fini – ha detto Maroni – stabilisce un rapporto diretto tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Un principio che recentemente e’ stato introdotto anche in Spagna da Zapatero. Se fosse stata applicata a Rosarno non sarebbe accaduto quello che e’ successo. E’ anche compito della societa’ civile fare in modo che le norme, anche in materia di immigrazione, vengano applicate”. (AGI) cli/Rm/Dos

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