Telecom I.: le tre incognite della rete (Rep)

08 Feb 2010 08:33 CEST Telecom I.: le tre incognite della rete (Rep)

ROMA (MF-DJ)–La fusione Telecom-Telefonica potrebbe essere portata a termine nei prossimi mesi: e’ quanto scrive Affari & Finanza, il supplemento economico di Repubblica, sottolineando che l’unica cosa ad essere decisamente smentita in questi giorni non e’ l’operazione in se’ quanto la sua ufficialita’. Non e’ ancora l’ora degli annunci perche’ il Governo deve decidere su che posizione attestarsi: la strategicita’ della rete, ribadita dal ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, puo’ pendere verso la difesa dell’italianita’, con lo scorporo della rete e l’arrivo di soci italiani in maggioranza nella societa’ della rete, o puo’ solo implicare l’impegno di Telefonica, dopo la fusione, a rispettare degli step concordati negli investimenti sulle fibre ottiche, nella copertura universale in banda larga e anche nella manutenzione. Quest’ultimo e’ lo scenario che piace di piu’ alle banche socie di Telco, perche’ si libererebbero totalmente del fardello Telecom trovandosi in portafoglio il titolo Telefonica.
Se la rete, una volta ultimata la fusione, restasse dentro Telecom, in una societa’ piu’ o meno separata ma con lo stesso azionariato,, il management italiano sarebbe “solo una foglia di fico”; nel caso invece in cui si porti la societa’ all’esterno, con l’ingresso di nuovi soci, si dovra’ decidere quanta parte del debito Telecom accollare a questa societa’, e di quanto si ridurrebbe il valore di scambio se nell’operazione gli italiani conferissero una Telecom amputata di mezza rete.
Da questo intreccio di fattori, scrive il quotidiano, potrebbe tornare in auge una terza ipotesi, la “formula Calabro'”‘: una societa’ comune per la sola fibra ottica, per le Ngn. Un veicolo collettivo in cui ci siano tutti, da Telecom a Fastweb, da Wind a Vodafone. La nuova societa’ non nascerebbe con apporti di rete Telecom, e quindi non ci sarebbe diminuzione degli asset da cedere a Telefonica, e del valore riconosciuto dagli spagnoli ai soci italiani. L’unica obiezione a questa formula e’ arrivata dal presidente dell’Antitrust, Antonio Catricala’, il quale e’ stato pero’ gia’ stoppato ai massimi livelli. red/rov

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