PAR CONDICIO: FLORIS, POLITICA INGORDA MANGIA TUTTI

PAR CONDICIO: FLORIS, POLITICA INGORDA MANGIA TUTTI

BALLARO’ EQUILIBRATO PER DNA, SERVONO BUON SENSO E LOGICA

(ANSA) – ROMA, 10 FEB – “Siamo davanti all’ingordigia della

politica che si mangia l’editore, l’azienda, i conduttori, i

giornalisti e anche gli ospiti. Oltre, naturalmente, ai

telespettatori che pagano il canone”. E’ il commento di

Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, alle nuove norme sulla

par condicio approvate ieri dalla Vigilanza.

“Esistono i programmi appositi – argomenta Floris – che

assicurano spazi alle parti politiche, ma queste ultime vogliono

di più e pretendono di occupare trasmissioni di successo

sperando che il pubblico resti incollato alla fascia oraria, a

prescindere da quello che va in onda. Non credo sia il ruolo dei

parlamentari quello di disegnare i palinsesti, fare gli inviti

per il martedì sera, selezionare gli argomenti da trattare: i

parlamentari hanno compiti ben più alti e importanti.

Non è d’altronde compito di un giornalista parlare di argomenti

stabiliti a prescindere, con interlocutori decisi da altri. Non

credo infine sia l’aspirazione del pubblico Rai quella di

scoprire (al posto della trasmissione che ama) un susseguirsi di

dichiarazioni di candidati alle Regionali”.

“Le Regionali – continua il conduttore di Ballarò – sono un

momento importante, ma agli occhi di un giornalista (e sono

sicuro anche agli occhi dei telespettatori) il mondo è più

ampio. Pensiamo alla crisi della Borsa greca, alla crisi

iraniana, fino ai temi interni come i conti pubblici, la

sicurezza e la giustizia. Su tutto ciò può calare il silenzio

perché tutto va trasformato in tribuna politica? Siamo davanti

all’estrema conseguenza del paradossale rapporto tra Rai e

politica, con la seconda che tenta di ingoiare definitivamente

la prima”.

“Principi come quello dell’equilibrio nel confronto e

dell’obiettività  nell’affrontare i temi fanno da sempre parte

del Dna di Ballarò e di Raitre – rivendica Floris – come si è

dimostrato in tutte le campagne elettorali che abbiamo

affrontato. Come in tutte le cose, anche nell’applicare il

principio della par condicio serve buon senso e logica”.

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