RAI/PAR CONDICIO: E’ BUFERA SULLE NUOVE NORME (IL PUNTO)

RAI/PAR CONDICIO: E’ BUFERA SULLE NUOVE NORME (IL PUNTO)
(ASCA) – Roma, 12 feb – E’ polemica sulla decisione presa a maggioranza (con i voti di Pdl e Lega piu’ quello decisivo del relatore Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nelle liste del Pd) dalla Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai di stabilire nuove norme nel periodo della campagna elettorale in vista delle elezioni regionali del prossimo 28 e 29 marzo per tutte le trasmissioni di informazione. E’ stato Michele Santoro a rilanciare la discussione, dedicando la puntata di ieri sera di ”Annozero” quasi interamente alla questione delle nuove norme che regoleranno la par condicio nel periodo elettorale. ”Ci batteremo con tutte le nostre forze per andare in onda ma se le cose restano come sono, se la Commissione conferma le sue decisioni, se saremo costretti a non andare in onda, vi prego di guardare cosa andra’ al posto nostro, cosi’ vi farete un’idea precisa di cosa intendono i partiti per buona televisione”, ha detto Santoro in apertura di trasmissione. E’ stata Emma Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio e ospite in studio, a difendere il nuovo regolamento: ”Non mi pare un grande scandalo. Non dice che ‘Annozero’, ‘Ballaro” o ‘Porta a Porta’ non possano andare in onda. Dice che per le quattro settimane prima delle elezioni il 50% degli ospiti dovranno essere i candidati alla presidenza delle regioni e per il 50% esponenti di liste politiche che si presenteranno in almeno un quarto delle regioni”. Il problema semmai, prosegue l’esponente radicale, e’ che il regolamento chiude la porta alle formazioni non rappresentate in Parlamento. Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di vigilanza, sta intanto provando a mediare tra le diverse posizioni. Ieri mattina si e’ recato al Quirinale per un incontro con il presidente Giorgio Napolitano, nel pomeriggio ha convocato la riunione dell’ufficio di presidenza della Commissione di vigilanza con i vertici Rai e con Corrado Calabro’, presidente Agcom (Agenzia per le garanzie nelle comunicazioni), a cui spetta di ufficializzare le nuove norme entro il 28 febbraio. Pdl e Lega non sono pero’ disponibili a riformulare il regolamento emendandolo. E Paolo Garimberti, presidente della Rai, dichiara polemicamente: ”La Vigilanza si assuma le sue responsabilita’: noi applicheremo il regolamento alla lettera. Anche se sono prevedibili danni economici rilevanti e ripercussioni sull’autonomia del lavoro giornalistico e sul rispetto nei confronti del pubblico”. Un esito degli incontri di ieri promossi da Zavoli e’ stato quello di affidare ad Antonio Marano, vicedirettore generale della Rai, il compito di definire un possibile palinsesto per l’ultimo mese di campagna elettorale. L’ufficio di presidenza della Commissione e’ stato riconvocato per martedi’ prossimo per valutare, in base all’ipotesi di palinsesto che fornira’ la Rai, l’impatto del regolamento che stabilisce che le tribune politiche siano ”collocate negli spazi radio-televisivi che ospitano le trasmissioni di approfondimento piu’ seguite, anche in sostituzione delle stesse, o collocate in spazi analoghi” e che i programmi di informazione debbano ”uniformarsi alle regole della comunicazione politica”. Per Roberto Rao, capogruppo dell’Udc in Commissione di vigilanza, si tratta di capire ”quali sono i programmi piu’ seguiti, quali quelli sostituibili, quali gli spazi analoghi ma anche quali conduttori sarebbero disponibili a obbedire alle regole della comunicazione politica”. Fabrizio Morri, Pd, mette in evidenza come il nuovo regolamento ”indebolisce la Rai e non e’ applicabile nelle trasmissioni di informazione di Mediaset”. Intanto i giornalisti Michele Santoro, Giovanni Floris e Lucia Annunziata minacciano di indire uno sciopero e una manifestazione contro le nuove norme che riguardano le loro trasmissioni. Stessa posizione quella dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, e della Federazione nazionale della stampa. Il piu’ convinto difensore del nuovo regolamento resta ovviamente il suo ideatore, l’onorevole Marco Beltrandi: ”Ricordo che il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli ha oggi solo l’obbligo di dare tempestiva esecuzione alle nuove norme. Modifiche non possono essere approvate dal solo ufficio di presidenza della Commissione”.

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