RAI: LORENZA LEI, RITORNIAMO A TV RAGAZZI

RAI: LORENZA LEI, RITORNIAMO A TV RAGAZZI
(ASCA) – Assisi, 15 feb – ”La Rai sta passando un momento di trasformazione, bisogna rivedere il modello dei contenuti e quello di riferimento. Si puo’ e si deve fare un certo tipo di lavoro, quindi la tv dei ragazzi ci sara’ e sara’ quella di una volta”. E’ una delle dichiarazioni rilasciate a margine dell’XI Premio Televisivo Santa Chiara svoltosi ad Assisi (che ha visto insigniti del riconoscimento il presentatore Rai Carlo Conti e Ettore Bernabei della Lux Vide) dal Vicedirettore Generale Rai, Lorenza Lei. ”Il direttore generale Masi – ha aggiunto – sta facendo un certo tipo di lavoro sulla tv dei giovani perche’ questo e’ uno dei suoi obiettivi e sta ‘combattendo’ per raggiungerlo. La Tv dei Ragazzi, le sedi all’estero e le sedi regionali hanno problemi importanti, quindi si parte dal modello dell’editore, che cosa vuole e che cosa vuole dare all’Italia e al mondo. Gli uffici di corrispondenza, inoltre, devono lavorare non solo per il Tg, ma anche per le rubriche di approfondimento”. Entrando poi nel merito della positivita’ della televisione, argomento dibattuto nel corso di un seminario a corredo del premio, il Vicedirettore Lei ha proseguito ”parlare di televisione per me significa parlare di Rai, la deontologia professionale ed etica sono prove di qualunque professione che ha un impatto sulla collettivita’. La tv ha una grande responsabilita’, quando le logiche editoriali produttive si piegano alle logiche puramente commerciali si rischia di diluire pericolosamente il rapporto tra televisione e realta’ umana. Il rischio e’ quello di confondere il telespettatore, soprattutto il meno avveduto”. Presente all’incontro anche Marco Tarquinio, direttore dell’Avvenire: ”nel sistema televisivo italiano – ha commentato – c’e’ un’informazione positiva e mamma Rai ha garantito per anni e anni agli italiani un servizio prezioso e di assoluto valore sia sul piano informativo sia su quello socio culturale. La Rai ha contribuito a mettere insieme diverse culture radicate nel paese da tempo. La tv crea personaggi ed offre modelli, quindi sono cruciali le scelte nei palinsesti”.

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