PAR CONDICIO:SANTORO A MASI,ANNOZERO IN ONDA ANCHE SENZA POLITICI

PAR CONDICIO:SANTORO A MASI,ANNOZERO IN ONDA ANCHE SENZA POLITICI
(AGI) – Roma, 15 feb – “La legge istitutiva della par condicio prevede una netta distinzione tra programmi di comunicazione politica e programmi di informazione”. Scrive Santoro nella lettera inviata al Dg Mauro masi. “Riguardo ai programmi di informazione – prosegue il conduttore di Annozero – la legge indica la necessita’ di adottare criteri specifici per quarantacinque giorni, tenendo conto della data di convocazione dei comizi elettorali.
Il Regolamento della Commissione Parlamentare di Vigilanza, recentemente approvato, diversamente da quanto previsto dalla legge, sovrappone comunicazione politica (le cosiddette tribune) e informazione (i programmi d’approfondimento) con conseguenze molto gravi”.
Per Santoro, “In primo luogo e’ intaccato il principio costituzionalmente rilevante della liberta’ d’espressione e irrimediabilmente ferita l’autonomia dei giornalisti.
In secondo luogo risulta limitato il diritto di cronaca e viene operata una sospensione del servizio pubblico del quale le trasmissioni come Annozero rappresentano un genere fondamentale. In terzo luogo viene esautorato il Consiglio di Amministrazione, cui viene sottratta la funzione primaria di indirizzo sulla programmazione radiotelevisiva, viene danneggiata gravemente la Rai dal punto di vista economico, si altera la concorrenza a favore di Mediaset, si colpiscono le remunerazioni delle redazioni”.
Per il conduttore di Annozero, pero’, “soprattutto si conferma la tendenza, gia’ in atto, ad ingabbiare i programmi di approfondimento dell’informazione sottoponendoli, anche fuori dai periodi elettorali, a regole improprie. Eventuali procedimenti sanzionatori sarebbero non solo contestabili sotto il profilo della legittimita’, ma consentirebbero al giudice una seria verifica su norme che concretizzano un vero e proprio abuso di potere. Per tutte queste ragioni io ritengo che la Rai dovrebbe resistere disattendendo le prescrizioni del Regolamento, rese in manifesta violazione della lettera della legge sulla par condicio (e in contrasto con le sentenze interpretative della Corte Costituzionale ), e optare per un’applicazione rigorosamente conforme alla legge; oppure scegliere di applicare il Regolamento precedentemente approvato dalla stessa Commissione. Eventuali procedimenti sanzionatori sarebbero non solo contestabili, per le ragioni sopra accennate, ma consentirebbero al giudice di chiedere alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sia su disposizioni che violano diritti costituzionalmente garantiti, sia sull’indebito sconfinamento della Commissione che usa il regolamento non per attuare la legge ma per modificarla, sostituendosi ai poteri legislativi dell’intero Parlamento”.(AGI) Gal

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