IMMIGRATI: GESUITI CONTRO CORSERA, EDITORIALI SONO ‘LEGHISMO SOFT’

IMMIGRATI: GESUITI CONTRO CORSERA, EDITORIALI SONO ‘LEGHISMO SOFT’

(ASCA) – Roma, 16 feb – Il mensile internazionale dei gesuiti, Popoli, risponde con un editoriale firmato dal direttore Stefano Femminis, agli editorialisti del Corriere della Sera Angelo Panebianco e Giovanni Sartori che hanno accusato i cristiani di essere dei buonisti e dei ”giganteschi sprovveduti” di fronte alla sfida dell’immigrazione, in particolare quella islamica. I cristiani, riassume Popoli, sarebbero ”ingenui e rammolliti fiancheggiatori di chi vorrebbe corrodere l’Occidente e rendere insicure le nostre vite”. Si tratta, risponde pero’ il mensile dei gesuiti, della ”versione soft e tutto sommato educata dei ritornelli a cui ci hanno abituati diversi esponenti politici, perlopiu’ leghisti, slogan tanto efficaci nel parlare alla ‘pancia’ degli elettori (compresi magari quelli che frequentano le parrocchie ‘padane’), quanto rozzi nella forma e nei contenuti”. Per Femminis, ”i cristiani hanno almeno tre validi motivi per restare serenamente impermeabili alle provocazioni, per quanto autorevoli”: prima di tutto perche’ il ”vero buonista” e’ ”un’ipocrita mascherato”, ”qualcuno che proclama e non agisce”, mentre ”la Chiesa, con le sue istituzioni e diramazioni (dalla Caritas ai movimenti, dagli istituti missionari alle parrocchie) e’ spesso in prima linea nelle situazioni di disagio, emergenza, marginalita”’; poi, perche’ ”sia la dottrina sociale della Chiesa sia lo straordinario esempio di alcuni politici cattolici del passato dimostrano che la fede non e’ disimpegno civile, che il Vangelo non e’ un’amena lettura disincarnata dalla realta’, che credere nella solidarieta’ non inibisce la capacita’ di governare, con fermezza e realismo, fenomeni complessi”; e infine perche’ ””il Dio di Gesu’ Cristo e’ innegabilmente il Dio dei perdenti, un Dio ultimo tra gli ultimi, che scandalizza i farisei per la sua misericordia. Un Dio buono, non buonista”. ”Sorprende allora – conclude Popoli – che arguti professori e politici di primo piano si battano a difesa delle radici cristiane e magari anche del crocifisso (simbolo) per poi dileggiare chi alla luce di quelle radici e di quel crocifisso (persona) cerca di orientare il proprio modo di stare al mondo”.

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