EDITORIA: COLOMBANI, FUTURO E’ ON LINE MA GIORNALI RESISTONO

EDITORIA: COLOMBANI, FUTURO E’ ON LINE MA GIORNALI RESISTONO
EX DIRETTORE LE MONDE A SETTE, PUTIN-BERLUSCONI STESSA IMMAGINE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 16 FEB – “On line ci saranno tre fonti di guadagno: la pubblicità , i contenuti ad hoc e le applicazioni per usufruire dei contenuti su qualsiasi piattaforma. Si pagherà  per essere ubiqui: fare tutto da qualsiasi luogo. Fra tre anni circa saremo autosufficienti. I giornali resteranno in edicola, magari con edizioni ridotte e locali”: è il futuro del giornalismo visto da Jean-Marie Colombani, leggenda nel giornalismo transalpino, direttore di Le Monde dal 1994 al 2007, ora direttore del quotidiano gratuito online Slate.fr, il quale commenta le sue scelte su Sette, il magazine del Corriere della Sera, in edicola da giovedì 18 febbraio. Colombani parla anche del rapporto tra media e potere: Sarkozy non è una minaccia per la libertà  di stampa. Dell’Italia dice: “Dov’é il governo? Berlusconi si preoccupa della giustizia, ma dov’era quando a Rosarno, in Calabria c’é stato un vero e proprio pogrom? Mi mette tristezza vedere l’Italia in queste condizioni. L’immagine del vostro premier è quella dell’amico di Putin, un dittatore potenziale”. Colombani auspica che “le grandi testate nazionali diventino centri di produzione di informazioni, di qualità , buone per qualsiasi medium”. Di Le Monde, di cui è stato per tredici anni direttore, afferma: “Si è molto indebolito. Hanno smontato tutto il mio lavoro: io avevo rilanciato il giornale, cominciato una forte strategia on line e costruito un gruppo editoriale forte, vera garanzia d’indipendenza”. E aggiunge: “Ci fecero pagare le nostre durezze su Mitterrand, con un passato nel regime di Vichy, e sull’inconsistenza della presidenza Chirac. Chirac ha sempre fatto politica in questo modo, cercando di distruggere la reputazione altrui, usando dossier, trucchi, e Villepin ha imparato da lui”. Sulla libertà  di stampa in Francia, racconta: “Sarkozy può essere irruento, ma non minaccia la libertà  di informazione. Tv e radio di Stato lo stroncano, e lui non dice nulla. Villepin, quando era all’Eliseo con Chirac mi convocò nel caffé di un hotel e mi disse: ‘Ti controlliamo. Sappiamo dove vivi, dove vai in vacanza, che cosa fanno i tuoi figli'”.
SN/ ST1 S0B QBXB

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