GRUPPO-CHOC SU FACEBOOK,’TIRASSEGNO SU BIMBI DOWN’

GRUPPO-CHOC SU FACEBOOK,’TIRASSEGNO SU BIMBI DOWN’/ANSA
SCATTA LA PROTESTA ON LINE; CARFAGNA, INDEGNO PERSONE CIVILI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 21 FEB – La foto di un neonato down con la parola ‘scemo’ scritta sulla fronte. E una proposta: “giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down: è l’unica fine che meritano questi parassiti”. E’ un gruppo-choc quello comparso su Facebook, che in poche ore è riuscito a raccogliere oltre 1.300 iscritti, ma anche la controffensiva del popolo della rete, che ha bersagliato di insulti gli ignoti promotori dell’iniziativa. Il ministro per le Pari opportunità  Mara Carfagna parla “atto indegno di persone civili, inaccettabile e pericoloso” e assicura che i responsabili saranno perseguiti per il reato di istigazione a delinquere. Collocato nella categoria ‘Salute e benessere’, il gruppo vede infatti come fondatori e amministratori ‘Il signore della notte’ e ‘Il vendicatore mascherato’. Dati falsi, ovviamente, nomi di fantasia. Ma i proclami che hanno messo on line sono deliranti: “Perché dovremmo convivere con questi ignobili creature… con questi stupidi esseri buoni a nulla? – sono le parole comparse su Facebook – I bambini down sono solo un peso per la nostra società . Come liberarci di queste creature in maniera civile? Usando questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio”. L’indignazione ha fatto scattare la protesta via internet, al grido di “fate schifo” e “vergognatevi! Siete ignobili”. Ma soprattutto in molti chiedono a chi ha messo in moto il gruppo di farsi avanti con nome e cognome, anziché trincerarsi dietro un’identità  inventata. Sulla vicenda prende posizione anche il cantautore Eugenio Finardi, padre di una ragazza down di 26 anni: “Mi fanno veramente pena: hanno più problemi loro che mia figlia – afferma – devono sentirsi delle nullità , per prendersela con i più deboli dei deboli”. Dura anche l’associazione ‘Capirsi Down’: “L’ignoranza non ha fondo”, afferma al telefono la presidente Manuela Colombo, certa che fatti come questi siano frutto di un clima negativo: “Finché in tv passano certi messaggi e al Grande Fratello il termine ‘mongoloide’ vola a destra e a manca, non ho molte speranze. Quando sono nati i gruppi contro Berlusconi, qualcuno si è mosso – aggiunge -. Vediamo se lo farà  anche questa volta”. La Polizia postale si è messa al lavoro e sta effettuando verifiche. Ma non è così facile, spiegano gli esperti, intervenire per bloccare pagine e siti su internet. In particolare, per Facebook l’Italia non può intervenire direttamente: è necessario agire con rogatoria internazionale tramite la magistratura, perché il server di riferimento è a Palo Alto, in California. La Postale comunque si è già  mossa con i responsabili del social network – grazie agli accordi di collaborazione esistenti da tempo – ed è probabile che Facebook chiuda in tempi rapidi la pagina, come è tra l’altro già  successo in passato per casi analoghi. In Italia un bambino su 1.200 nasce con la sindrome di Down e in base alle stime dell’Associazione italiane persone Down nel nostro Paese si contano circa 38 mila soggetti con questa patologia. La maggior parte dei bambini Down può raggiungere un buon livello di autonomia, andare a scuola, fare sport e frequentare gli amici, vanno a scuola e possono imparare a leggere e scrivere.(ANSA).
BOS/ S0B QBXB

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