205 milioni di fiction. La Rai fa tirare la cinghia ai produttori

Il piano della produzione di fiction della Rai, varato senza contrasti dal consiglio di amministrazione, ha suggellato la fine dell’era delle vacche grasse in un settore che dal 1996 era in costante espansione. Con due brusche sterzate l’investimento Rai nella fiction è stato ridotto a 205 milioni, cifra in cui rientrano anche 16 milioni di investimento per i cartoni animati. Prima di Natale il Cda aveva votato un piano da 215 milioni, poi il 28 gennaio, approvando la previsione di budget per l’esercizio 2010 – che prevede un disavanzo di circa 120 milioni – su spinta di Angelo Maria Petroni, il consigliere di riferimento del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, si è deciso un ulteriore taglio di 10 milioni da applicare rispettivamente al cinema e alla fiction.
Solo tre anni fa, nel 2007, ultimo anno della direzione di Agostino Saccà  a Rai Fiction, il prodotto italiano valeva un investimento per 270-280 milioni, che si pensava potesse arrivare ai 300 milioni. Adesso è veramente un’altra era, con la Rai che ha deciso addirittura di azzerare la fornitura di Raidue. Nel nuovo piano, infatti, non si prevedono fiction per la rete diretta da Massimo Liofredi, per concentrare tutto il prodotto fiction italiana sulla rete ammiraglia, come fa Mediaset che da sempre produce solo per Canale 5.

Tra i produttori sulla cresta dell’onda è Carlo Bixio della Publispei, padre dei successi seriali ‘I Cesaroni’ e ‘Un medico in famiglia’. Bixio si aggiudica 14 milioni 500mila euro per la settima serie di ‘Un medico’ che la Rai ha fretta di riportare in onda. Il budget della Publispei salirà  a 23 milioni se si aggiungeranno 8 milioni e 400mila euro per una commedia in sei puntate con Gigi Proietti che però è in ballottaggio con ‘Poveri ma belli’, progetto di Guido Lombardo della Titanus che vuol rifare per la televisione il popolare film degli anni Cinquanta che appartiene alla ricca library della casa.
Nella rosa dei fatturati top entrano infine Luca Josi e Andrea Olcese della Einstein con 21 milioni per la soap ‘Agrodolce 2’, di cui è previsto il ritorno su Raitre il prossimo autunno nel consueto slot preserale. È un bel colpo per la coppia specializzata nell’acquisizione di format e nell’intrattenimento, ma lontana dalla fiction. Molto inseriti negli ambienti del Pdl (Josi è stato uno dei protagonisti di articoli, ricordi, talk show legati al decennale della morte di Bettino Craxi, di cui è stato fino all’ultimo seguace e amico) – in Rai hanno un forte referente nel vice direttore generale Gianfranco Comanducci – restano al timone della soap palermitana malgrado i conflitti con Giovanni Minoli, il direttore di Rai Educational e di Rai Storia, ispiratore e patron editoriale di ‘Agrodolce’, che è molto critico sul loro operato al banco di prova della prima serie.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 403 – febbraio 2010

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