Mettiamo la Rai dentro la Costituzione

La politica oggi si gioca soprattutto in televisione, sui giornali e su Internet, e i leader e le organizzazioni che non hanno presenza sui media non esistono nella mente del pubblico. Lo sostiene Carlo Rognoni, presidente del Forum per la riforma del sistema radiotelevisivo del Pd che propone di fissare in un principio costituzionale l’autonomia del servizio pubblico. Come spiega in questo documento presentato al segretario Pier Luigi Bersani
Considero molto forte politicamente la proposta di mettere in Costituzione l’autonomia del servizio pubblico. In Europa c’è solo l’Austria che lo ha fatto. Se il Pd fa sua questa proposta lancia un messaggio molto preciso: basta con le lottizzazioni! Come partito ci chiamiamo fuori da una gestione partitocratica della Rai. Vogliamo che si costruisca un percorso di autonomia e indipendenza della Rai. Alla politica resterebbe un compito nobile: spiegare al Paese che cosa si chiede al servizio pubblico negli anni della rivoluzione digitale.
Si può pensare al restauro dell’edificio costituzionale senza tener conto della necessità  di dare al servizio pubblico un ruolo più autonomo rispetto al controllo invasivo dei partiti?
Insieme alla riforma del Parlamento, alla riduzione del numero dei deputati, all’aumento dei poteri del presidente del Consiglio, alla messa in campo del federalismo, è tempo di garantire al servizio pubblico radiotelevisivo quella indipendenza gestionale che non ha mai avuto rispetto a una continua invasione di campo da parte della cattiva politica. Se la lottizzazione non era certo una prassi commendevole all’epoca del proporzionale, oggi con il maggioritario ha finito per prevalere qualcosa di peggio della lottizzazione, lo spoil system da parte dei partiti della maggioranza che governa. Con il risultato che la credibilità  del servizio pubblico è andata progressivamente diminuendo, mentre aumenta il fastidio per il canone e cresce la disaffezione per un servizio che non è di tutti ma solo di chi vince. È la strada più dritta per la decadenza del servizio pubblico. È anche così che si condanna una grande azienda alla marginalità .

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 403 – febbraio 2010

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