Apc-Internet/Aduc:sentenza Google mette a rischio libertà  espressione

Apc-Internet/Aduc:sentenza Google mette a rischio libertà  espressione
Se sentenza confermata in appello a rischio molti siti
Roma, 24 feb. (Apcom) – A rischio la libertà  di espressione. Lo sostiene l’Aduc dopo la sentenza del tribunale di Milano che ha condannato tre dirigenti di Google a sei mesi di reclusione per violazione della privacy in relazione al filmato che riprende le angherie inflitte da compagni di classe a un ragazzo down, caricato sul motore di ricerca nel 2006.
“Questa sentenza, se fosse confermata nei gradi successivi – dice l’associazione – potrebbe mettere a rischio tutti i siti che in Italia ospitano contenuti creati dagli utenti, dai social network ai blog, dai motori di ricerca ai forum. Questi siti potrebbero dover applicare forti censure preventive o addirittura andarsene dall’Italia, con grave danno per la liberta’ di espressione”.

Invece di punire gli eventuali responsabili che hanno aggredito la vittima, l’hanno filmata e poi hanno caricato le immagini online, si va a colpire chi offre strumenti di comunicazione e espressione a miliardi di utenti, “sotto la pretesa di un mancato, quanto tecnicamente impossibile, controllo preventivo.
Un po’ – sostiene l’Aduc -come punire i dirigenti di una casa produttrice di automobili perchè qualche imbecille guida ubriaco.
Aspettiamo le motivazioni, ma ci è chiaro- concludono – che parte della magistratura fatica a comprendere Internet, ancorata ad un codice penale del 1930 a scapito di quei principi costituzionali che sanciscono la liberta’ di espressione e la natura personale della responsabilita’ penale”.

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