PAR CONDICIO: AGCOM COPIA VIGILANZA, MEDIASET-SKY A TAR/ANSA

PAR CONDICIO: AGCOM COPIA VIGILANZA, MEDIASET-SKY A TAR/ANSA
EMITTENTI, VIOLATA LIBERTA’; LERNER, MANO LIBERA A TG FAZIOSI
ROMA
(di Angela Majoli) (ANSA) – ROMA, 24 FEB – Stesse norme – e dunque talk show equiparati alle tribune elettorali – anche per le tv private nell’ultimo mese prima delle Regionali. Lo decide a maggioranza l’Autorità  per le garanzie nelle Comunicazioni, conformandosi al controverso regolamento varato dalla Vigilanza per la Rai. Mediaset e Sky – per una volta dalla stessa parte della barricata – annunciano ricorso al Tar, contestando la “violazione della libertà  editoriale e di impresa”. Sul fronte La7, in attesa delle decisioni dell’azienda, parla Gad Lerner: “Si puniscono gli approfondimenti e si lascia mano libera ai tg faziosi”. In commissione Servizi e Prodotti, votano a favore di un regolamento ‘fotocopia’ i commissari Agcom Michele Lauria, Gianluigi Magri e Sebastiano Sortino; contrari Giancarlo Innocenzi e il presidente, Corrado Calabrò, che nei giorni scorsi aveva già  affidato tutte le sue perplessità  a una lettera al presidente della Vigilanza Sergio Zavoli. L’Autorità  – aveva sottolineato Calabrò in attesa che la commissione dicesse l’ultima parola sul regolamento, arrivata ieri in tarda serata con lo stop della maggioranza alle ipotesi di modifica – é a un bivio: uniformarsi alle norme Rai, e dunque rischiare di violare la legge sulla par condicio, che distingue nettamente informazione e comunicazione politica (a differenza del regolamento); oppure disciplinare la par condicio in modo diverso per le tv private, creando però un ‘vulnus’. E proprio per “non determinare una distonia del complessivo sistema dell’informazione radiotelevisiva in campagna elettorale” – spiega il testo della delibera, pubblicato sul sito Agcom – è prevalso l’orientamento di varare regole analoghe a quelle di Viale Mazzini. Le due norme più discusse sono identiche: nell’ultimo mese prima del voto “le tribune politiche sono collocate negli spazi radiotelevisivi che ospitano le trasmissioni di approfondimento più seguite, anche in sostituzione delle stesse, o in spazi di analogo ascolto”; e “le trasmissioni di informazione, con l’eccezione dei notiziari, sono disciplinate dalle regole proprie della comunicazione politica”. Se dal fronte politico Fabrizio Morri (Pd) giudica la decisione dell’Agcom “il male minore” e il radicale Marco Beltrandi parla di scelta “scontata”, le aziende scendono sul piede di guerra e ricorrono al Tar. Mediaset giudica le norme una “violazione della legge sulla par condicio come interpretata dalla Corte Costituzionale” e la loro estensione automatica alle private “assolutamente priva di fondamento” e soprattutto intravede “gravi pregiudizi alla libertà  editoriale e di impresa, entrambe costituzionalmente garantite”. “Grande rammarico” anche da parte di Sky, che chiederà  la sospensione di un provvedimento “in evidente violazione dei principi di libero mercato ma, soprattutto, del principio di libertà  d’opinione e di espressione previsto dalla Costituzione”. Lerner, che pensa già  a un ‘Infedele’ senza politici, è convinto che le norme mettano il “bavaglio alle trasmissioni di approfondimento, mentre si lascia totale libertà  ai telegiornali la cui faziosità  è acclarata”. Protesta anche la Federazione nazionale della stampa, che chiede che i conduttori “possano continuare a scegliere, in autonomia, i temi da trattare e gli ospiti da chiamare”. Quanto alla Rai, il direttore generale, Mauro Masi, formulerà  nel prossimo consiglio di amministrazione una proposta chiara di applicazione del regolamento sulla par condicio, proposta che per la direzione generale risulta corroborata dalla decisione di oggi dell’Agcom. Intanto Michele Santoro insiste nella formula senza politici: giovedì Annozero ospiterà  Morgan che farà  ascoltare La sera, la canzone esclusa da Sanremo. (ANSA).
MAJ/ S0A QBXB

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