RICICLAGGIO: PARISI, FASTWEB ESTRANEA A FENOMENI CRIMINALI

RICICLAGGIO: PARISI, FASTWEB ESTRANEA A FENOMENI CRIMINALI
(ASCA) – Roma, 25 feb – ”Fastweb e’ stata associata a fenomeni criminali gravissimi che non hanno nulla a che vedere con la sua storia e con le persone che ci lavorano”. Lo ha precisato stamane l’amministratore delegato dell’azienda, Stefano Parisi, intervistato da Maurizio Belpietro a ”La telefonata”. ”E’ una grande azienda italiana – ha aggiunto Parisi – ed occupa 3500 lavoratori. Non abbiamo banche che ci proteggono, la reputazione e’ l’unica cosa che abbiamo, e’ importante e dobbiamo difenderla. Per questo insisto a distinguere tra responsabilita’ personali, che forse possono esserci, ma che riguardano individui, e la societa’, che bisogna salvaguardare”. In merito alla vendita ad altre aziende, Parisi spiega che la responsabilita’ del mancato pagamento dell’Iva non e’ di Fastweb. ”Noi – ha spiegato – abbiamo versato nel tempo 38milioni di euro a queste aziende, le quali a loro volta hanno evaso l’Iva. La responsabilita’ non e’ nostra, noi non ne abbiamo tratto nessun vantaggio. Anzi, ora stiamo pagando uno svantaggio di immagine”. Riguardo ai dipendenti coinvolti l’Ad chiarisce: ”noi abbiamo saputo che erano coinvolti soltanto leggendo l’altro ieri le intercettazioni telefoniche che ha fatto la Procura della Repubblica, dalle quali risultava che questi signori erano in affari con queste aziende. Sono stati loro a portarci questi ‘affari’ nel 2002, quando io ancora non ero in Fastweb. Quando abbiamo saputo, nel novembre del 2006, che c’era un indagine, che proprio allora partiva, abbiamo immediatamente interrotto le attivita’ con queste aziende. Quel tipo di business non si fa piu’ dal gennaio del 2007 e noi abbiamo dato tutte le carte alla Procura della Repubblica e cercato di verificare quanto era successo”. Sul possibile commissariamento del’azienda, Parisi avverte: ”se il commissariamento serve a verificare che non si reiterino reati o che non si sottraggano prove, ebbene l’attivita’ sotto indagine per certo non e’ piu’ in Fastweb ormai da tre anni e mezzo e abbiamo dato tutte le prove possibili alla magistratura. Ora, commissariare e mettere a rischio il lavoro di 3500 persone, il servizio reso a un milione e seicentomila famiglie, a grandi imprese, grandi banche, alla Pubblica amministrazione, sarebbe credo un delitto per l’azienda ma anche un uso improprio della legge 231”. Sul coninvolgimento di Silvio Scaglia, infine, l’ad precisa: ”ho letto del suo rientro dai giornali. Noi ovviamente, con Scaglia non abbiamo rapporti in questo momento. Lui e’ rimasto nel Consiglio di amministrazione dell’azienda, anche se non lo frequenta”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Mai parlato con Niel della partecipazione di Iliad in Telecom, dice De Puyfontaine. E su Mediaset: per ora nessuna collaborazione, ma in futuro…

Vivendi acquista un ulteriore 0,86% di azioni Telecom. Jp Morgan limita la sua partecipazione al 9,9%

Tiscali: dimissioni per il Cda e il collegio sindacale al termine del processo di fusione con Aria. Convocata per il 16 febbraio l’assemblea dei soci