RICICLAGGIO: SCAGLIA ARRIVATO IN ITALIA, VUOLE PARLARE/ANSA

RICICLAGGIO: SCAGLIA ARRIVATO IN ITALIA, VUOLE PARLARE/ANSA
TRASFERITO A REBIBBIA, SARA’ INTERROGATO TRA OGGI E DOMANI
ROMA
(AGG. E SOST. “RICICLAGGIO: SCAGLIA…” DELLE 21:12 DI IERI) (di Annalisa Sturiale) (ANSA) – ROMA, 26 FEB – Silvio Scaglia è arrivato a Roma. L’ex amministratore delegato della società  telefonica Fastweb coinvolto nell’inchiesta su un presunto maxi riciclaggio di circa 2 miliardi di euro, è giunto all’aeroporto di Ciampino a mezzanotte e mezza con un volo privato proveniente dalle Antille dopo uno scalo tecnico a Casablanca. Scaglia è stato prelevato direttamente sotto bordo dell’aereo dalla Guardia di Finanza ed é stato fatto uscire da un varco secondario, lontano dai numerosi cameraman e giornalisti che lo attendevano nel settore dell’aviazione generale. Secondo quanto si è potuto apprendere l’ex numero uno di Fastweb si sarebbe costituito alla Gdf. Dallo scalo romano Scaglia dovrebbe essere trasferito nel carcere di Rebibbia. Secondo il suo legale, Gildo Ursini, Silvio Scaglia sarà  interrogato tra oggi e domani. Molto probabilmente davanti al gip respingerà  ogni accusa, il ‘mago’ della finanza, come lo avevano soprannominato i colleghi alcuni anni fa. In un primo momento il rientro di Scaglia era atteso per il primo pomeriggio. Poi è slittato e i tempi dilatati hanno fatto pensare ad una trattativa tra i legali di Scaglia e gli inquirenti. Una possibile trattativa incentrata sulla disponibilità  dell’indagato eccellente a collaborare con la magistratura. “Desidero parlare al più presto con i magistrati per poter rispondere dei fatti che mi sono stati attribuiti”, aveva fatto sapere attraverso i suoi avvocati Silvio Scaglia. “Sono totalmente tranquillo sulla correttezza del mio operato e della società  da me amministrata”. In poche parole, ‘non so nulla’ di frodi carosello, di riciclaggio, di una rete della ‘ndrangheta nella societa’ da lui fondata. Una società , Fastweb, sulla quale dopo l’avvio dell’inchiesta pende una richiesta di commissariamento fatta dai magistrati della procura di Roma. La giornata in attesa dell’ex numero uno di Fastweb è stata contrassegnata da una attività  febbrile da parte degli inquirenti impegnati in una lunga riunione in attesa di formulare a Scaglia i capi di imputazione. Alla base dell’inchiesta giudiziaria alcune denunce relative a truffe legate agli sms con i quali gli operatori di telefonia mobile attivavano all’insaputa dei clienti servizi a pagamento ma anche la tranche che vedrebbe il maggiore della Guardia di finanza Luca Berriola, in servizio al comando Tutela finanza pubblica, arrestato per aver incassato una cospicua tangente su una delle operazioni di riciclaggio. Secondo l’accusa Silvio Scaglia era “il dominus pressoché assoluto” di Fastweb ed è ‘logico’ ritenere che le operazioni commerciali fittizie ‘Phuncards’ e ‘Traffico Telefonico’ “fossero non soltanto da lui conosciute, ma espressamente autorizzate in quanto indispensabili per l’abbellimento dei bilanci e della contabilità  della società  da lui amministratà “, scrive il gip Aldo Morgigni nell’ordinanza di custodia cautelare. Scaglia è accusato, nella sua qualità  di amministratore delegato e di presidente del cda di Fastweb SpA, e di amministratore delegato di E.Biscom spa di “partecipazione all’associazione per delinquere” individuata dagli inquirenti, “in relazione alle condotte tenute nell’ambito delle operazioni commerciali fittizie e del reato di “dichiarazione infedele mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti” in relazione alle dichiarazioni IVA relative agli anni fiscali 2003, 2005 e 2006. Sempre secondo il gip, Scaglia era “non soltanto il legale rappresentante” di Fastweb “di fronte a terzi, ma il vero dominus della società  quotata dopo la trasformazione e colui al quale venivano quindi riferite le scelte gestionali di maggior rilievo nell’ambito della società “. Ma a questa visione delle cose, ad esempio, non crede il finanziere Francesco Micheli, cofondatore di e.Biscom, oggi Fastweb, assieme a Scaglia. “Scaglia certo non poteva immaginare – ha detto Micheli – che nell’azienda potesse esserci la lunga mano della ‘ndrangheta”.(ANSA).
ST/ S43 S91 S0B QBXB

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