Editoria

07 aprile 2010 | 13:36

EDITORIA: SETTIMANALI DIOCESANI, RIPRISTINARE TARIFFE AGEVOLATE

EDITORIA: SETTIMANALI DIOCESANI, RIPRISTINARE TARIFFE AGEVOLATE
(AGI) – CdV, 7 apr. – “Ritirare immediatamente il decreto con cui viene disposta la sospensione fino al 31 dicembre 2010 delle agevolazioni postali per l’editoria”. Lo chiede una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ai sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti inviata nei giorni scorsi da circa 200 settimanali diocesani italiani che ribadiscono oggi in una nota la richiesta che venga sospeso il decreto ministeriale del 30 marzo 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo, in base al quale vengono soppresse le tariffe agevolate postali per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica. Il decreto e’ in vigore dal primo aprile. “Questo atto, piovuto come un fulmine a ciel sereno il giorno dopo le elezioni regionali – dice al Sir don Giorgio Zucchelli, presidente della Federazione Italiana Settimanali Cattolici – ha sollevato notevoli rimostranze dall’intero mondo dell’editoria italiana”. Dopo la lettera, racconta don Zucchelli, “il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi – tramite il suo portavoce Raffaele Marmo – mi ha fatto sapere di avere presente il problema e di attivarsi perche’ il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, ritiri il decreto. Da parte mia ho contattato anche il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, perche’ si prenda a cuore questa causa”.
“Il decreto – spiega il presidente della Federazione – colpisce soprattutto le testate non profit che vengono diffuse per la maggior parte in abbonamento, quindi mediante il vettore postale”. “Ci chiediamo – aggiunge don Zucchelli – come sia possibile un intervento improvviso di tal genere che potrebbe causare la chiusura di un considerevole numero delle nostre testate cattoliche diocesane. Lo consideriamo un atto gravissimo e antidemocratico perche’ viene a colpire il pluralismo dell’informazione”. Per tal motivo, prosegue il sacerdote giornalista, “esprimiamo la massima contrarieta’ a questo provvedimento che arriva in un momento in cui tutti gli editori hanno gia’ chiuso la campagna abbonamenti e programmato l’attivita’ del 2010″. La Fisc (186 periodici per 1 milione di copie complessive nell’intero Paese), spiega don Zucchelli, “confida che il presidente Berlusconi e il ministro Tremonti accolgano la propria richiesta di ritirare il decreto. Propone anche di aprire in tempi brevissimi un tavolo per arrivare presto a riordinare il settore editoria in modo da non dover affrontare ogni anno gli stessi problemi, mai risolti, in una continua situazione di incertezza”. “La Fisc – conclude il suo presidente – e’ disponibile a collaborare per una soluzione giusta e definitiva”. (AGI) Siz