Editoria

12 aprile 2010 | 8:15

ISRAELE: GIORNALISTI NEL MIRINO, LA STAMPA ISOLA HAARETZ

 
EST:ISRAELE
2010-04-11 13:19
ISRAELE: GIORNALISTI NEL MIRINO, LA STAMPA ISOLA HAARETZ
PER DOCUMENTI MILITARI SVELATI SU PRESUNTI ABUSI NEI TERRITORI
TEL AVIV
(ANSA) – TEL AVIV, 11 APR – Il quotidiano liberal israeliano Haaretz è oggetto di aspri attacchi da parte degli altri quotidiani israeliani per il sostegno garantito a un suo giornalista sospettato di custodire duemila documenti dell’esercito asseritamente ottenuti da una ex soldatessa impiegata fino al 2007 nel Comando militare della Cisgiordania. Documenti sulla cui base Haaretz ha denunciato presunti abusi di Israele nei Territori palestinesi. Il giornalista in questione, Uri Blau, si trova in Gran Bretagna. La ex soldatessa Anat Kam, diventata nel frattempo a sua volta giornalista, è agli arresti domiciliari a Tel Aviv e il processo nei suoi confronti si aprirà  a giorni. Proprio sulla base di documenti inoltratigli dalla Kam, Blau pubblicò nel 2008 su Haaretz un servizio in cui accusava i vertici militari di aver ignorato le limitazioni imposte loro dalla Corte Suprema nella cattura di palestinesi sospettati di terrorismo. Maariv pubblica una caricatura titolata “Aumento delle tirature”, che mostra sei nemici giurati di Israele – Muammar Gheddafi, Osama bin Laden, Hassan Nasrallah, Mahmud Ahmadinejad, Bashir Al Assad e Ismail Haniyeh – tutti compiaciuti nella lettura di Haaretz. In un commento un analista di Maariv sostiene che “ormai Haaretz è sempre pronto a combattere contro quanto abbia sapore di sionismo o di ebraismo”. Aperto biasimo nei confronti di Haaretz viene manifestato anche dal quotidiano Yediot Ahronot, che collega la vicenda Kam-Blau a un intervento su Facebook del vicedirettore di Haaretz, Uri Tuval, che ha bollato come “fascista” la madre di un ufficiale-colono ucciso due settimane fa da Hamas presso Gaza. Tuval è stato poi costretto a scusarsi per quelle osservazioni. Venti ostili a Haaretz spirano peraltro anche alla Knesset, il Parlamento, dove deputati nazionalisti invocano misure punitive “almeno fino a quando il giornale non costringerà  il reporter Blau a tornare in Israele e a consegnare i documenti”. Haaretz respinge però con foga questi attacchi e oggi, in prima pagina, ingaggia una nuova battaglia pubblica, rivelando che in Cisgiordania decine di migliaia di palestinesi rischiano l’espulsione in virtù di nuovi decreti. (ANSA).
XBU/ ST1 S0B S91 QBXB