Televisione

19 aprile 2010 | 11:15

MEDIASET: GIUDICI, L.IMPEDIMENTO RICHIEDE MODIFICA COSTITUZIONALE

MEDIASET: GIUDICI, L.IMPEDIMENTO RICHIEDE MODIFICA COSTITUZIONALE
(ASCA) – Milano, 19 apr – La normativa sul legittimo impedimento andava approvata con una procedura di modifica costituzionale. E’ questo il senso dell’ordinanza con la quale i giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano sollevano la questione di legittimita’ costituzionale della norma sul legittimo impedimento alla Consulta. I rilievi sollevati dai giudici titolari del processo Mediaset sono in pratica gli stessi messi in luce dal collegio che processa Silvio Berlusconi nell’ambito del procedimento Mills. ”L’impedimento legittimo – si legge nell’ordinanza disposta dai tre magistrati presieduti da Edoardo D’Avossa – e’ per sua intrinseca natura un qualcosa di oggettivo e concretamente individuato. Le disposizioni in esame, introducendo una presunzione iuris et de iure di impedimento continuativo per lungo periodo di tempo connessa alle questione di governo, si sostanziano in una norma di status derogatoria dell’ordinaria giurisdizione e dunque in una prerogativa che richiede una copertura costituzionale”. La legge sul legittimo impedimento, proseguono i giudici della prima sezione penale, ”stabilisce a priori in modo vincolante che la titolarita’ e l’esercizio di funzioni pubbliche costituiscono sempre legittimo impedimento per rilevanti periodi di tempo, prescindendo da qualsiasi valutazione del caso concreto”. Il che ”si traduce nella statuizione di una vera e propria prerogativa dei titolari delle cariche pubbliche diretta a tutelarne non gia’ il diritto di difesa nel processo bensi’ lo status o la funzione”. A dimostrare la necessita’ di una procedura costituzionale e’, secondo i magistrati di Milano, la stessa legge sul legittimo impedimento, che all’articolo 2 ”indica la sua funzione di legge ponte in vista della ‘entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri’, cosi’ rendendo esplicita la ratio di anticipazione di una disciplina innovativa in materia che deve necessariamente essere introdotta con procedimento costituzionale”.