Editoria, Televisione

19 aprile 2010 | 16:20

INCHIESTA MEDIASET: DA MILANO ANCORA ATTI A CONSULTA /ANSA

INCHIESTA MEDIASET: DA MILANO ANCORA ATTI A CONSULTA /ANSA
DIBATTIMENTO PER DIRITTI TV SOSPESO PER PREMIER E ALTRI IMPUTATI
MILANO
(di Stefano Rottigni) (ANSA) – MILANO, 19 APR – I giudici milanesi bocciano per due volte nel giro di quattro giorni il provvedimento sul legittimo impedimento e sospendono i processi a carico di Silvio Berlusconi. Dopo la decisione di venerdì scorso dei giudici della Decima sezione del tribunale milanese di investire la Consulta della questione di legittimità  della nuova legge nel processo per la vicenda Mills, oggi sono stati quelli della Prima, davanti ai quali è in corso il dibattimento per i diritti televisivi di Mediaset, a trasmettere gli atti alla Corte costituzionale evidenziando possibili profili d’incostituzionalità  del provvedimento in relazione all’articolo 138 della nostra Carta costituzionale, quello che regola l’iter delle leggi costituzionali. Per il collegio presieduto da Edoardo D’Avossa, la norma “realizza la medesima situazione già  analizzata dalla Corte costituzionale nella recente sentenza numero 262/2009 sul cosiddetto Lodo Alfano”. Stabilisce infatti “a priori e in modo vincolante che la titolarità  e l’esercizio di funzioni pubbliche costituiscano sempre legittimo impedimento per rilevanti periodi di tempo” e questo introduce “una vera e propria prerogativa dei titolari delle cariche pubbliche diretta a tutelarne non già  il diritto di difesa nel processo bensì lo status o la funzione”. Si tratta, quindi, di una “norma di status derogatoria dell’ordinaria giurisdizione” e introduce “una prerogativa che richiede una copertura costituzionale”. Ed è lo stesso articolo 2 del testo sul legittimo impedimento a indicare “la sua funzione di legge-ponte in vista dell’entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio dei ministri o dei ministrì, così rendendo esplicita la ratio di anticipazione di una disciplina innovativa in materia che deve necessariamente essere introdotta con procedimento costituzionale”. I giudici hanno detto no anche alla interpretazione del pm Fabio De Pasquale il quale riteneva che fosse comunque discrezione del giudice valutare di volta in volta l’assolutezza del legittimo impedimento e chiedeva che il processo proseguisse. La legge, per i giudici, introduce “una presunzione assoluta di impedimento genericamente collegata allo svolgimento di funzioni governative da parte dei soggetti indicati” e questo fa “venire meno per il giudice qualsiasi possibilità  di accertare la sussistenza in concreto dell’impedimento a comparire dell’imputato…’. Processo quindi sospeso per Berlusconi e per gli altri undici imputati per via della “complessità  del procedimento e delle attività  necessarie per l’accertamento dei fatti tutti connessi”. Questo rende “assolutamente necessario il mantenimento della riunione della posizione degli imputatì. Per uno degli avvocati di Berlusconi, Nicolò Ghedini, anche in questo caso i giudici milanesi “non hanno voluto applicare la legge”. “Il nostro obiettivo – ha detto – era fare il processo e ottenere un’assoluzione perché il fatto non sussiste. Speravamo che ci fosse consentito di fare il processo con i tempi e i modi previsti considerati gli impegni e la carica che riveste il presidente Berlusconi, ma qui a Milano i processi non ce li lasciano fare”. (ANSA).
RT/ S42 S0A QBXB