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20 aprile 2010 | 9:17

TELECOM: 4.500 NUOVI TAGLI, IN 5 ANNI A CASA IN 13MILA/ANSA

TELECOM: 4.500 NUOVI TAGLI, IN 5 ANNI A CASA IN 13MILA/ANSA
CGIL; PIANO SENZA SVILUPPO, ESUBERI PER AUMENTARE DIVIDENDI
MILANO
(ANSA) – MILANO, 19 APR – Telecom Italia annuncia ai sindacati 6.800 esuberi da realizzare entro il 2012. Di questi 2.300 erano già  stati previsti dall’azienda (ma non erano ancora stati realizzati) nei precedenti piani. Ben 4.522 sono invece gli ulteriori tagli, frutto dell’aggiornamento piano industriale presentato lo scorso 13 aprile. “Si tratterebbe, se prendiamo in esame il quinquennio 2008-2012, – sottolinea Emilio Miceli, segretario dello Slc-Cgil – di 13.000 esuberi complessivi”. La ‘scure’ di Bernabé, afferma il sindacalista, si è abbattuta dunque sul “20% dei lavoratori dell’azienda in Italia”. Le intenzioni di Telecom sono state comunicate ai rappresentanti dei lavoratori in una riunione di circa 4 ore tenutasi oggi pomeriggio, alla quale ha partecipato una delegazione dell’azienda guidata dal capo delle risorse umane Antonio Migliardi. I numeri non sarebbero ovviamente piaciuti ai sindacati: per domani è attesa una nota congiunta mentre il 26 aprile è stato convocato il coordinamento nazionale unitario del gruppo. In quella sede verranno esaminate le decisioni dell’azienda e decise le eventuali forme di lotta. “La cosa più insopportabile – spiega Miceli – è che l’obiettivo è quello di poter giungere ad un aumento del dividendo e alla riduzione del debito di 5 miliardi: nessun cliente in più, nessun piano di rilancio, nessun investimento per innovare”. Si tratta secondo Miceli di “un piano finanziario e non industriale”, senza prospettiva di rilancio, che va a colpire “solo la parte più debole dell’azienda”. Se, dunque, come ha detto Gaetano Micciché, direttore generale di Intesa Sanpaolo (azionista di Telecom), il piano del gruppo “é stato recepito bene dai mercati”, di diverso avviso sembrano essere i lavoratori. In occasione della presentazione dell’aggiornamento del piano, l’amministratore delegato Franco Bernabé, che quest’anno ha visto il suo stipendio toccare i 3,4 milioni di euro (un ritocco all’insù del 75% sul 2009), aveva preannunciato l’intenzione di ‘snellire’ l’azienda. Ma si era rifiutato di dare numeri, in attesa del confronto con i rappresentanti dei lavoratori. I tagli resi noti oggi vanno così a precisare gli obiettivi di riduzione dei costi e di efficienza promessi da Bernabé agli investitori per permettere una progressiva diminuzione del debito e un contestuale aumento dei dividendi dopo che quest’anno i soci si sono divisi 1 miliardo di euro in cedole, su un utile di 1.581 milioni di euro (in calo di quasi 600 milioni sul 2008).(ANSA).
ALG/ R64 S42 S0A QBXB