Editoria

20 aprile 2010 | 16:08

EDITORIA: GDF, 7 ARRESTI PER TRUFFA, BANCAROTTA E ABUSIVISMO BANCARIO

EDITORIA: GDF, 7 ARRESTI PER TRUFFA, BANCAROTTA E ABUSIVISMO BANCARIO
(ASCA) – Roma, 20 apr – Abusivismo bancario per oltre 200 milioni di euro, 9 milioni di euro di fatture false, 80 milioni di euro di fittizi aumenti di capitale sociale, bancarotta fraudolenta per Hopit Spa, Net.Tel. Spa, Editoriale Dieci Srl e Segem Spa, tentata truffa aggravata nei confronti della Regione Abruzzo per l’ottenimento illecito di fondi pubblici, falsita’, calunnia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale per il patron del gruppo, suo figlio ed altri collaboratori e professionisti: sono i reati che hanno portato la GdF a denunciare 14 persone e ad eseguire 7 arresti a Roma, tra i quali l’editore Gian Gaetano Caso e suo figlio Fabio. Quattordici le persone denunciate. Le indagini sono state coordinate dai pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Andrea Mosca della procura di Roma. L’operazione, chiamata ‘Capital Watering’, ha permesso di smantellare il castello societario del gruppo Hopit, al quale sono riconducibili societa’ editrici e di telecomunicazioni facenti capo appunto ai Caso, padre e figlio. Tra queste il giornale ”Dieci”, un quotidiano sportivo nato nel 2007 e chiuso dopo alcuni mesi di vita, con sostenute proteste dei giornalisti che non venivano pagati; la presunta rinascita della testata ”Il Globo” nei primi anni 2000 (ma in realta’ si trattava soltanto di un ”clone” dello storico quotidiano fondato da Luigi Barzini jr, il cui legittimo titolare ha a suo tempo intrapreso le vie legali proprio per il tentativo di ”sottrazione” della testata e per pubblicazione clandestina della medesima), quale iniziativa della societa’ PmEdit Srl attualmente in fallimento; le attivita’ della Laer (societa’ sulle cui ceneri e’ sorta poi la Ghenda Srl) affidata a un soggetto vicino al patron del gruppo, R.L., che nel settembre 2006 ha dovuto gestire la fine dei ”call center” in Sardegna di fronte ai lavoratori che reclamavano i mancati pagamenti. Sempre la Hopit Spa, holding finanziaria del gruppo, compare nel 2005 tra i potenziali ”salvatori” dello stabilimento casertano di San Marco Evangelista della multinazionale 3M Spa e, nel 2008, viene citata tra i pretendenti del giornale L’Unita’. I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza hanno iniziato ad occuparsi della Holding per ispezioni antiriciclaggio nel febbraio 2008 nella sede principale del gruppo a Via XX Settembre 5 e presso altre unita’ operative che, tutte insieme, stimano una capitalizzazione da oltre 90 milioni di Euro. Da quel momento il castello delle numerose societa’ del gruppo – la Hopit Spa, la Net.Tel. Spa, la Segem Srl, la Ghenda Srl, la Caso Editori Srl, la Editoriale 10, la Editoriale 7 Srl, la Editoriale 11, la G&A Giornali Associati, supportate da altre equivoche realta’ economiche come le societa’ nicaraguensi Central America Adventures SA e Mediterranea SA, detentrici di importanti quote multimilionarie della capogruppo Hopit e delle altre partecipate, e la Kuban Bank Rappresentanza per l’Italia che poco ha da spartire con l’omonima banca russa da cui ha preso il nome – ha cominciato a vacillare.