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21 aprile 2010 | 14:19

PIRATERIA: TELECOM-FAPAV; ANICA, E ORA UN TAVOLO DI SETTORE

PIRATERIA: TELECOM-FAPAV; ANICA, E ORA UN TAVOLO DI SETTORE
ROMA
(ANSA) – ROMA, 21 APR – Per l’Anica è da giudicare “con favore” l’ordinanza emessa dalla Sezione Specializzata per la proprietà  intellettuale del Tribunale Civile di Roma, sulla richiesta di misure cautelari proposta dalla Fapav, la Federazione anti-pirateria audiovisiva, nei confronti di Telecom Italia. Il Giudice ha infatti ribadito che l’attività  di downloading non autorizzata costituisce reato e il Provider è tenuto, ai sensi della legge sul commercio elettronico, ad informarne l’Autorità  Giudiziaria e quella amministrativa di vigilanza, le quali hanno competenza ad emanare provvedimenti di disattivazione dell’accesso ai siti di pirateria audiovisiva o ad adottare qualsiasi altra misura volta ad impedire la ripetizione degli illeciti. “Siamo soddisfatti della decisone del Tribunale di Roma – ha dichiarato Paolo Ferrari, presidente ANICA – perché si tratta di un ulteriore importante passo sulla strada della lotta alla pirateria audiovisiva e soprattutto perché sollecita l’intervento del giudice penale e dell’Autorità  di vigilanza affinché, in caso di accertate violazioni del diritto d’autore, adottino ogni provvedimento per interrompere l’accesso ai siti implicati nelle violazioni. Ora ci attendiamo che anche queste Autorità  facciano la loro parte e contribuiscano in modo concreto ad assicurare il primato della legalità  e a tutelare creatività , investimenti e posti di lavoro dell’industria culturale italiana. Ci auguriamo che la decisione offra agli autori, produttori e operatori del settore anche lo spunto per sedersi intorno a un tavolo e ragionare, con l’ausilio del Governo e dell’Agcom, sulle nuove modalità  di sfruttamento di tutti i contenuti on-line.” “Perché la nostra battaglia contro la pirateria – ha concluso Ferrari – non vuole assolutamente essere punitiva, né dei Provider, né tanto meno degli utenti, ma piuttosto, con il contributo di tutti, tende a ripristinare il rispetto della legge e contestualmente a rendere possibile un’offerta legale sostenibile di contenuti audiovisivi sulla rete che possa valorizzare le opere dell’ingegno e tutelare un importante settore dell’industria italiana che a causa della pirateria ha già  subito rilevanti perdite in termini di fatturato e posti di lavoro”. (ANSA).
MA/ S0A QBXB